Giustizia

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Si riduce l'arretrato del contenzioso amministrativo in Toscana. Nel 2017 il Tribunale amministrativo regionale ha visto una limatura dei ricorsi pendenti da 5.751 a 5.178 unità. Le materie sulle quali si concentrano maggiormente le controversie giudiziarie in Toscana sono l'urbanistica e gli appalti pubblici.

In Toscana la Corte dei conti mantiene stabile l'arretrato delle pendenze, ma l'organico insufficiente resta un tallone d'Achille che può pregiudicare la necessaria pretesa punitiva verso gli illeciti. È emerso all'inaugurazione dell'anno giudiziario a Firenze. Accolte richieste di condanna nel 95% dei casi. Allarme per imposta di soggiorno non versata da albergatori.

«Sono circa 200 i nominativi – 193 per l’esattezza – appartenenti alle logge massoniche con 350 procedimenti penali in corso, alcuni dei quali si sono conclusi con sentenze di condanna per reati di mafia». Lo dice al Sir la presidente della Commissione parlamentare antimafia, Rosy Bindi, che oggi ha presentato, a Roma, in una conferenza stampa i contenuti della Relazione sulle infiltrazioni mafiose nella massoneria in Sicilia e Calabria.

«Molte segnalazioni pervenuteci riguardano l’amministratore di sostegno che, invece di aiutare la persona a recuperare la propria autonomia, talvolta si sostituisce ad essa diventando in pratica un tutore. Abbiamo scritto nel 2015 e di nuovo nel 2017 al Tribunale di Firenze chiedendo informazioni in merito. Solo adesso abbiamo avuto una risposta, che non riteniamo soddisfacente». Galileo Guidi, vicepresidente del Coordinamento toscano delle associazioni per la salute mentale, commenta così uno dei punti nodali affrontati lo scorso martedì 21 novembre nel corso del 13° convegno di programmazione e verifica dei servizi per la salute mentale «Quanto la persona è al centro della sua cura», ospitato a Firenze nell’auditorium del Gruppo Mps di via Panciatichi e dedicato in modo particolare ai nuovi Lea, i livelli essenziali di assistenza individuati in un decreto governativo dello scorso marzo e presentati dalla dirigente del Ministero della Salute Carola Magni. 

L’ex presidente della Fondazione Bambino Gesù, Giuseppe Profiti e il suo avvocato d’ufficio, Antonello Blasi, ricorrono in appello. L’istanza è stata presentata presso la cancelleria del Tribunale Vaticano, sabato scorso, il giorno stesso della sentenza del processo per la distrazione di fondi della Fondazione Bambino Gesù.