Immigrati

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Domenica 26 settembre 2021 si celebrerà la 107ª Giornata mondiale del migrante e del rifugiato. Papa Francesco ha scelto come titolo per il suo tradizionale messaggio “Verso un ‘noi’ sempre più grande”, ispirandosi al Suo appello a far sì che “alla fine non ci siano più ‘gli altri’, ma solo un ‘noi’” (Fratelli tutti, 35). 

“Almeno 50 minori migranti non accompagnati stanno dormendo all’addiaccio o in ripari di fortuna in Bosnia-Erzegovina senza alcun supporto e protezione, con gravi rischi per la loro salute e la loro sicurezza”, denuncia Save the children: “Questi minori stanno fuori al freddo gelido o in edifici già occupati abusivamente o abbandonati, in campi improvvisati o in residenze private senza la supervisione di un adulto”. 

Si aggrava sempre di più, anche per il peggioramento delle condizioni meteorologiche, l’emergenza umanitaria per i migranti bloccati in una situazione disumana al campo di Lipa, nel nord-ovest della Bosnia e Erzegovina. Lo denuncia Caritas italiana, segnalando abbondanti nevicate e temperature che scendono fino a -10°C che mettono a rischio la vita di circa 900 persone che vivono nel campo in condizioni molto carenti.

Quattro parole a formare una croce: accogliere, promuovere, proteggere, integrare. Sono gli «auguri scomodi per un Natale di fraternità» inviati in questi giorni dalle commissioni regionali di Caritas, Missio e Fondazione Migrantes. Il testo è composto da alcune riflessioni di don Tonino Bello e alcuni passaggi dell’enciclica «Fratelli Tutti» di Papa Francesco

 Considerato un passo importante verso il trattamento della politica migratoria come evento strutturale e non emergenziale, il Decreto immigrazione (d.l. 130/2020), che sta procedendo il suo iter in Parlamento per la definitiva conversione in legge, sarà al centro di un seminario promosso dall’Istituto Dirpolis (Diritto, Politica e Sviluppo) della Scuola Superiore Sant’Anna, nell’ambito delle attività del modulo Jean Monnet  Mars (Migration, Asylum and Right of Minors), e dal Forum di Quaderni Costituzionali.

Negli ultimi cinque anni sono entrate irregolarmente nel territorio dell’Unione europea circa 2 milioni di persone, gran parte delle quali in fuga da Paesi coinvolti in conflitti interni o internazionali. Nello stesso periodo gli arrivi attraverso una forma di “ammissione umanitaria” sono stati circa 100.000, appena il 5%