Immigrati

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«Quello che sta avvenendo con le 138 persone da troppi giorni stipate sulla Nave Open Arms senza possibilità di essere sbarcate ci sembra una provocazione disumana». Lo affermano in una nota i presidente di Libera e di Pax Christi. Sulla vicenda interviene anche l'Unicef che chiede protezione anche per i minori sulla Ocean Viking.

«La situazione a bordo si sta deteriorando giorno dopo giorno. Le condizioni psicologiche delle persone salvate da Open Arms peggiorano di ora in ora. Non credo che ad oggi quelle persone possano aspettare un minuto in più». E’ l’appello degli operatori di Mediterranean Hope da Lampedusa perché la situazione di stallo finisca. E il presidente Fcei, Luca Negro, avverte: «E’ inutile appellarsi strumentalmente a Maria perché Maria è colei che ha detto di sì ed è il simbolo dell’accoglienza».

Sono finora 4.265 le persone migranti sbarcate sulle coste italiane da inizio anno, in agosto 393, 113 delle quali nella sola giornata di ieri. Rispetto agli anni scorsi, si è registrata una diminuzione delle persone arrivate in Italia via mare del 77,84% sul 2018 (furono 19.249) e del 95,62% sul 2017 (97.295). Il dato è stato diffuso oggi dal ministero degli Interni, considerati gli sbarchi rilevati entro le 8 di questa mattina.

Il presidente della Federazione delle Chiese evangeliche in Italia (Fcei), pastore Luca Maria Negro, e il moderatore della Tavola valdese, pastore Eugenio Bernardini, hanno scritto al presidente del Parlamento europeo David Sassoli per riaffermare la disponibilità ad accogliere i profughi soccorsi dalla nave Open Arms lo scorso 2 agosto. 

"Non possiamo tacere sia di fronte agli scenari preoccupanti che si affacciano sulla legislazione relativa al fine vita sia a riguardo dei contesti altrettanto preoccupanti che scaturiscono da decisioni legislative che ostacolano il dovere del soccorso in mare". Sono le parole del cardinale Giuseppe Betori, arcivescovo di Firenze, in occasione della festa di San Lorenzo.

Il garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale scrive all’ammiraglio Giovanni Pettorino, comandante generale della Guardia costiera italiana denunciando la situazione di stallo con un impatto rilevante sui diritti delle persone soccorse in mare da Pro-activa Open Arms.