Immigrati

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Si chiama Sanna, viene dal Gambia, ha 19 anni e, a causa del Decreto sicurezza, rischiava di non avere più un posto dove dormire. Costretto ad abbandonare il Centro di accoglienza straordinaria di Tavarnelle, gestito dalla Misericordia, dove aveva trascorso gli ultimi due anni e non potendo accedere al sistema Sprar (sistema di protezione per richiedenti asilo), Sanna è stato accolto da Michela, Andrea e i loro due figli, di sei e tre anni.

«L'escalation della violenza rende la situazione in Libia sempre più preoccupante. Centinaia le vittime e oltre 25.000 gli sfollati interni fuggiti dalle aree di scontro, ma il numero aumenta di ora in ora, via via che il conflitto si espande. Se i combattimenti non cesseranno, incombe il rischio di una crisi umanitaria di vaste proporzioni su scala regionale con flussi importanti di profughi nei paesi limitrofi: Tunisia, Algeria, Egitto in primis, e anche verso le coste europee». Lo denuncia in una nota oggi Caritas Italiana.

Alla luce del drastico peggioramento delle condizioni di sicurezza nella capitale libica Tripoli, l'Unhcr, l'Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, ha chiesto con urgenza «il rilascio immediato di rifugiati e migranti dai luoghi di detenzione» poiché molti di questi centri si trovano in aree teatro di scontri continui.

Nel comunicato finale sui lavori del Consiglio permanente della Cei il tema dell'integrazione e dell'accoglienza, alla luce del decreto sicurezza del governo. Al centro dei lavori la bozza di un documento sull'uso del denaro all'interno della Chiesa e di uno sulle questioni etiche legate al fine-vita. Nasce il Servizio nazionale per la pastorale delle persone con disabilità.

Il decreto sicurezza e immigrazione «è insufficiente, va rivisto e integrato, perché niente deve mancare quando si parla di rispetto della vita e della dignità della persona umana»: lo ha scandito il cardinale Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia e presidente della Cei, prima nel suo intervento  e poi rispondendo alle domande del giornalista Giovanni Floris durante la presentazione oggi a Roma del Rapporto 2019 del Centro Astalli.

«Un altro passo sulla strada del dialogo e dell'incontro con i fratelli e le sorelle musulmani, per essere - come diceva il motto del Viaggio - ‘Servitore di speranza' nel mondo di oggi». Così il Papa ha definito il suo recente viaggio in Marocco, di cui nella catechesi dell'udienza di oggi, pronunciata davanti a 12.500 persone, ha ripercorso le tappe.