Immigrati

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La quotidiana tragedia degli annegamenti nel braccio di mare tra Libia e Italia chiama in causa i doveri degli Stati e dell'Unione europea. Se ne discuterà nuovamente a Bruxelles in sede di Europarlamento e di Consiglio europeo. Il governo italiano chiede - giustamente - aiuti agli altri Paesi dell'Unione. Ma l'emergenza migratoria, tornata d'attualità nonostante il Covid, chiama in causa anche la società civile e la stessa comunità cristiana

I "nazionalismi chiusi e aggressivi" e "l'individualismo radicale", specialmente in tempo di pandemia, frantumano il "noi", scrive Papa Francesco nel Messaggio per la Giornata mondiale del migrante e del rifugiato, in cui lancia un appello per una Chiesa "sempre più inclusiva", capace di abbattere muri e costruire ponti. Per sognare insieme "un futuro a colori"

Domenica 26 settembre 2021 si celebrerà la 107ª Giornata mondiale del migrante e del rifugiato. Papa Francesco ha scelto come titolo per il suo tradizionale messaggio “Verso un ‘noi’ sempre più grande”, ispirandosi al Suo appello a far sì che “alla fine non ci siano più ‘gli altri’, ma solo un ‘noi’” (Fratelli tutti, 35). 

“Almeno 50 minori migranti non accompagnati stanno dormendo all’addiaccio o in ripari di fortuna in Bosnia-Erzegovina senza alcun supporto e protezione, con gravi rischi per la loro salute e la loro sicurezza”, denuncia Save the children: “Questi minori stanno fuori al freddo gelido o in edifici già occupati abusivamente o abbandonati, in campi improvvisati o in residenze private senza la supervisione di un adulto”. 

Si aggrava sempre di più, anche per il peggioramento delle condizioni meteorologiche, l’emergenza umanitaria per i migranti bloccati in una situazione disumana al campo di Lipa, nel nord-ovest della Bosnia e Erzegovina. Lo denuncia Caritas italiana, segnalando abbondanti nevicate e temperature che scendono fino a -10°C che mettono a rischio la vita di circa 900 persone che vivono nel campo in condizioni molto carenti.