Immigrati

Ultimi contenuti per il percorso 'Immigrati'

Venerdì 3 maggio, alle 17.30, verrà firmato al Viminale un nuovo protocollo per l'arrivo, in due anni, di 600 richiedenti asilo da Etiopia, Niger e Giordania. Si tratta di persone vulnerabili (famiglie con bambini, malati, donne a rischio di tratta), che vivono attualmente in campi profughi e altre sistemazioni precarie, appartenenti per lo più a nazionalità del Corno d'Africa, dell'Africa sub sahariana e anche della Siria.

Papa Francesco ha ricevuto in udienza nella Sala Clementina in Vaticano la Plenaria della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali, una cinquantina di esperti di tutto il mondo, riunita dal 1 al 3 maggio per riflettere su un tema di grande attualità: «Nazione, Stato; Stato Nazione». Per il Papa «sembra aprirsi una nuova stagione di confronto nucleare inquietante».

«Stiamo rischiando: rischiamo di diventare una società di acchiappa fantasmi». Parlando ieri sera agli oltre 800 rappresentati di tutte le diocesi d’Italia che in Sicilia stanno partecipando al 16° convegno nazionale di Pastorale giovanile dedicato alle «parole coraggiose del Sinodo dei giovani», il card. Gualtiero Bassetti si è detto preoccupato, «come pastore e come presidente dei vescovi italiani», per quanto avviene nella società. 

Le piaghe di Gesù «costituiscono la fonte della pace, perché sono il segno dell'amore immenso di Gesù che ha sconfitto le forze ostili all'uomo, il peccato, la morte». Lo ha spiegato il Papa, nel Regina Coeli di ieri, in cui si è soffermato sull'apparizione di Gesù Risorto nel cenacolo, dove erano riuniti gli apostoli, in preda allo smarrimento e alla paura. Al termine appello per la sorte dei profughi nei centri di detenzione in Libia.

Si chiama Sanna, viene dal Gambia, ha 19 anni e, a causa del Decreto sicurezza, rischiava di non avere più un posto dove dormire. Costretto ad abbandonare il Centro di accoglienza straordinaria di Tavarnelle, gestito dalla Misericordia, dove aveva trascorso gli ultimi due anni e non potendo accedere al sistema Sprar (sistema di protezione per richiedenti asilo), Sanna è stato accolto da Michela, Andrea e i loro due figli, di sei e tre anni.

«L'escalation della violenza rende la situazione in Libia sempre più preoccupante. Centinaia le vittime e oltre 25.000 gli sfollati interni fuggiti dalle aree di scontro, ma il numero aumenta di ora in ora, via via che il conflitto si espande. Se i combattimenti non cesseranno, incombe il rischio di una crisi umanitaria di vaste proporzioni su scala regionale con flussi importanti di profughi nei paesi limitrofi: Tunisia, Algeria, Egitto in primis, e anche verso le coste europee». Lo denuncia in una nota oggi Caritas Italiana.

Alla luce del drastico peggioramento delle condizioni di sicurezza nella capitale libica Tripoli, l'Unhcr, l'Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, ha chiesto con urgenza «il rilascio immediato di rifugiati e migranti dai luoghi di detenzione» poiché molti di questi centri si trovano in aree teatro di scontri continui.