Immigrati

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Volti spaesati e impauriti di giovani donne e uomini sopravvissuti a un naufragio. Dimessi e infreddoliti, subito dopo uno sbarco sulle coste italiane. Siamo abituati a vederli così, ma poi, cosa accade alle loro vite toccate dal dramma e sfiorate della morte? Qual è l’iter che li porta al riconoscimento di una protezione umanitaria e dove vanno? Come sono accolti? 

Chi sale su un barcone per raggiungere le nostre coste è gente che, qualsiasi pacco noi possiamo cercare di spedirgli per posta purché se ne stia lontana, non si darà pace finché non avrà pace. Al vertice europeo si è fatta solo esibizione di muscoli. Gli stanziamenti per Frontex sono triplicati ma l’Europa spende duecento volte di più per proteggere le proprie mucche.

Padre Mario Fugazza ha risposto alla richiesta di assistenza spirituale da parte dell'equipaggio della King Jacob, la nave intervenuta (18 aprile) per salvare i migranti. Ma quei giovani marinai hanno salvato solo 22 persone, mentre ne hanno viste morire altre 700. Un autentico choc difficile da superare. Ecco la sua testimonianza.

“Quanto vorrei che la Chiesa di Roma si manifestasse sempre più madre attenta e premurosa verso i deboli. Tutti abbiamo debolezze, tutti ne abbiamo, ciascuno le proprie. Quanto vorrei che le comunità parrocchiali in preghiera, all’ingresso di un povero in chiesa, si inginocchiassero in venerazione allo stesso modo come quando entra il Signore! Quanto vorrei questo, che si toccasse la carne di Cristo presente nei bisognosi di questa città! Con il vostro lavoro, il teatro di questa sera, sono sicuro, voi contribuirete a far crescere tali sentimenti. Grazie”.