Immigrati

Ultimi contenuti per il percorso 'Immigrati'

«Troppe vittime hanno trasformato le acque del Mediterraneo in un cimitero silenzioso. Politiche di controllo dei confini eccessivamente restrittive, hanno spinto migliaia di richiedenti asilo a intraprendere un viaggio fatale nel quale i loro sogni e le loro vite sono andati frantumi». È quanto ha ricordato l'arcivescovo Silvano Tomasi, Rappresentante permanente delle Santa Sede presso le Nazioni Unite di Ginevra, parlando nel corso della 65ma sessione del Comitato esecutivo dell'Unhcr, l'agenzia dei rifugiati dell'Onu. Persone alla «ricerca di un rifugio sicuro e di una vita dignitosa», che «consapevolmente rischiano la morte su barche fragili e spesso la crudeltà dei contrabbandieri».

Aumenta il numero di famiglie pratesi che si rivolgono alla Caritas. È il principale dato che emerge, con forza, dal «Rapporto sulle povertà 2014» presentato questa mattina alla Camera di Commercio. Nel 2013 sono aumentati gli italiani (+ 14,2%) che si sono rivolti in uno dei 20 Centri d’ascolto presenti sul territorio, mentre sono diminuiti i cittadini stranieri (- 8,8%).

A un anno del tragico naufragio davanti a Lampedusa, dove persero la vita 368 persone, donne, uomini e bambini, la Comunità di Sant'Egidio promuove oggi pomeriggio, alle ore 16.30, nella parrocchia di San Gerlando, a Lampedusa, insieme a Centro Astalli, Caritas Italiana, Fondazione Migrantes, Federazione Chiese evangeliche in Italia, Comunità Papa Giovanni XXIII, Acli, arcidiocesi di Agrigento, la veglia di preghiera «Morire di Speranza», in memoria di quanti hanno perso la vita nel naufragio del 3 ottobre 2013.

«Non possiamo nascondere la preoccupazione della mancanza di una programmazione e di una provvisorietà nell'accoglienza di chi chiede una protezione internazionale in Italia, soprattutto per i minori». Lo afferma oggi la Fondazione Migrantes alla vigilia del primo anniversario della tragedia di Lampedusa dove lo scorso anno hanno perso la vita 368 migranti: «Persone in cammino, persone in fuga, uomini, donne e bambini che avevano il diritto di essere accompagnati da una situazione di persecuzione e violenza a un luogo di pace, mentre hanno trovato la morte nel ‘nostro mare'».

Un incontro pieno di commozione quello che ieri si è svolto in Vaticano tra il Papa e un gruppo di famigliari e superstiti del naufragio avvenuto il 3 ottobre di un anno fa a Lampedusa, la periferia scelta da Francesco per la sua prima visita apostolica. Allora morirono 368 migranti e ancora oggi molte famiglie non hanno potuto riconoscere i loro cari. Nel rivolgergli il saluto uno dei rifugiati, in maggioranza eritrei che vivono in vari Paesi europei, ha chiesto al Papa aiuti per il riconoscimento delle salme; una giovane lo ha ringraziato per il suo appoggio ai migranti.

Il prossimo 1° ottobre, nel pomeriggio, Papa Francesco riceverà in udienza privata in Vaticano un gruppo di migranti sopravvissuti al naufragio del 3 ottobre dello scorso anno al largo dell'isola di Lampedusa. Lo ha rivelato TV2000 nel notiziario delle 12. Il gruppo, una sessantina di persone inclusi gli accompagnatori, si recherà il giorno dopo a Lampedusa, per partecipare alle commemorazioni promosse dal «Comitato 3 ottobre».

Una Chiesa che allarga le sue braccia ma che è anche chiamata a nuove e impegnative sfide rappresentate dalle migrazioni. Il Papa, nel messaggio per la Giornata mondiale del migrante, presentato oggi nella Sala Stampa vaticana, dal titolo "Chiesa senza frontiere: madre di tutti", ricorda le diffidenze e le ostilità nei confronti degli immigrati allo stesso tempo mette in luce tre orientamenti. Vedere Gesù nei migranti e quindi essere accoglienti; pensare ad un maggiore coordinamento nazionale e internazionale, ma soprattutto creare le condizioni per un passaggio dalla “cultura dello scarto” a una “cultura dell'incontro”.