Immigrati

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«Grazie dell'accoglienza … ma, accomodatevi. Vi saluto e vi auguro il meglio. Che sempre sia pace nelle vostre famiglie, e ci sia lavoro, che ci sia gioia. La gioia di Gesù, la pace di Gesù, e così andare avanti». Lo ha affermato Papa Francesco, ieri pomeriggio, nell'incontro con i nomadi, nella sua visita alla parrocchia di San Giuseppe all'Aurelio.

Monsignor Enrico Feroci, direttore della Caritas di Roma, denuncia: «Il 12 novembre, in un comunicato stampa sui fatti di Tor Sapienza, parlavamo di anni di abbandono e di politiche sbagliate verso i rom e i rifugiati». In quei giorni «scrivevamo di “cooperative che poco hanno a cuore la sorte delle persone che sono loro affidate”. Frasi che sono oggi la fotografia di quello che è emerso».

«Il Mediterraneo: crocevia di guerre e migrazioni». Sarà il teatro della Misericordia, a Vinci, a ospitare venerdì 28 novembre (ore 21:15) una conversazione su questo, decisamente attuale, argomento.

“Oggi, nonostante gli sviluppi avvenuti e le situazioni, a volte penose e persino drammatiche, che si sono registrate, l’emigrazione resta ancora un’aspirazione alla speranza”. E’ uno dei passaggi del discorso che Papa Francesco ha rivolto ai partecipanti al VII Congresso mondiale della Pastorale dei Migranti.

Cresce il numero di persone in fuga da guerre e violenze che bussano alle porte dell'Italia e dell'Europa. È quanto  emerge dal Rapporto sulla protezione internazionale in Italia 2014 presentato oggi a Roma, da Anci, Caritas italiana, Fondazione Migrantes, Sprar e Unhcr, per la prima volta in sinergia, «un auspicio verso la costruzione di un sistema nazionale di tutela ed accoglienza efficace ed integrato».

Oggi all'Angelus Papa Francesco ha parlato delle recenti tensioni attorno ai centri per immigrati. “Cari fratelli e sorelle, in questi giorni a Roma ci sono state tensioni piuttosto forti tra residenti e immigrati. Sono fatti che accadono in diverse città europee, specialmente in quartieri periferici segnati da altri disagi. Invito le Istituzioni, di tutti i livelli, ad assumere come priorità quella che ormai costituisce un’emergenza sociale e che, se non affrontata al più presto e in modo adeguato, rischia di degenerare sempre di più. La comunità cristiana si impegna in modo concreto perché non ci sia scontro, ma incontro. Cittadini e immigrati, con i rappresentanti delle istituzioni, possono incontrarsi, anche in una sala della parrocchia, e parlare insieme della situazione....".

Anche nell’ultimo anno si registra una leggera crescita di presenze regolari (+1,6%), ma dovuta soltanto al ricongiungersi delle famiglie di immigrati che sono nella nostra regione ormai da tempo e alla forte natalità: nel 2013 i figli di genitori stranieri  rappresentano il 20% di tutte le nascite in Toscana. A Prato uno studente su cinque è straniero, anche se per la metà sono nati e cresciuti in Italia.