Immigrati

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Un Piano straordinario di primi interventi dopo il grave incidente del primo dicembre a Prato. Lo ha deciso nella seduta odierna la Giunta regionale, su proposta del presidente Enrico Rossi, insieme agli assessori Marroni, Allocca e Marson. Il Piano conterrà azioni per l'emersione delle imprese e del lavoro, supporto alle istituzioni locali, la realizzazione di un Centro multilingue per la diffusione della cultura della legalità e interventi di riqualificazione urbanistica.

Lo Stato è pronto a mettere in campo anche «ipotesi di interventi specifici nella normativa» per la zona di Prato, pur di risolvere il problema della diffusa irregolarità e del lavoro sommerso che, su quel territorio, ha portato alla morte di 7 cinesi in una fabbrica tessile. Ad annunciarlo è stato il ministro dell'Interno Angelino Alfano, al termine ieri sera, del tavolo nazionale per Prato, riunito insieme ai vertici delle forze di polizia, al presidente della regione Toscana Enrico Rossi, e al sindaco di Prato, Roberto Cenni.

La tratta delle persone è un crimine contro l'umanità. Dobbiamo unire le forze per liberare le vittime e per fermare questo crimine sempre più aggressivo, che minaccia, oltre alle singole persone, i valori fondanti della società e anche la sicurezza e la giustizia internazionali, oltre che l'economia, il tessuto familiare e lo stesso vivere sociale. Lo ha detto Papa Francesco, nel discorso ai nuovi Ambasciatori di Algeria, Islanda, Danimarca, Lesotho, Palestina, Sierra Leone, Capo Verde, Burundi, Malta, Svezia, Pakistan, Zambia, Norvegia, Kuwait, Burkina Faso, Uganda e Giordania

«Una vergogna, un crimine contro l'umanità»: non ha usato mezzi termini Papa Francesco per condannare con fermezza la tratta di esseri umani, parlando ai nuovi ambasciatori accreditati presso la Santa Sede di Algeria, Islanda, Danimarca, Lesotho, Palestina, Sierra Leone, Capo Verde, Burundi, Malta, Svezia, Pakistan, Zambia, Norvegia, Kuwait, Burkina Faso, Uganda e Giordania, in occasione della presentazione delle Lettere credenziali.

In attesa di un appuntamento specifico, un Consiglio straordinario sulla tragedia di domenica scorsa a Prato, in cui potranno essere approfondite le questioni della riduzione in schiavitù di un gran numero di lavoratori cinesi, l'Aula di palazzo Panciatichi ha oggi approvato, a maggioranza, una risoluzione che esprime il cordoglio per le vittime del rogo e chiede l'impegno del Consiglio toscano a favore dei diritti, dell'integrazione e della legalità all'interno della comunità cinese.

«Qui è un far west». Le parole del procuratore di capo di Prato, Piero Tony fotografano una realtà che da queste parti è conosciuta fin troppo, quella dei nuovi schiavi cinesi nelle confezioni tessili. «Un’insostenibile illegalità e sfruttamento», come l’ha definita il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano scrivendo al presidente della Regione Enrico Rossi. Quello che, in queste proporzioni, da queste parti, non si era mai visto è la tragedia che si è consumata alle prime ore di domenica mattina.

«Da Prato sale un grido di dolore per chi è continuamente sfruttato sul lavoro. Prato è la nuova Rosarno»: lo afferma oggi al Sir monsignor Giancarlo Perego, direttore generale della Fondazione Migrantes, commentando la tragedia del rogo nella fabbrica tessile a Prato, con sette morti e due feriti tra i lavoratori cinesi. 

Abolire il reato di clandestinità ed affrontare la questione della cittadinanza e dei diritti politici. Lo chiede la «Carta di Siena», presentata oggi nel corso di una giornata di studi presso l'Università per stranieri di Siena. La «Carta», per ora in bozza, è stata pensata e realizzata dalla Commissione Migrantes Toscana in stretta collaborazione con l’Università per Stranieri di Siena ed il Centro Internazionale Studenti Giorgio La Pira. E' stata condivisa con le commissioni regionali per le missioni, la pastorale del lavoro, l'ufficio famiglia e i riferenti ecclesiali chiamati in causa ad esaminare il fenomeno migratorio in occasione della «Settimana sociale dei cattolici toscani».