Immigrati

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Ho sentito che dovevo venire quando ho saputo dei drammi, dei morti in mare. Così si è presentato Papa Francesco oggi a Lampedusa. Dobbiamo contrastare la cultura del benessere che ci rende insensibili alle grida degli altri e che ci porta alla globalizzazione dell'indifferenza. Lo ha detto nell'omelia della Messa, con voce sommessa. Di fronte alle notizie dei tanti, troppi morti, ha detto il Papa, ho sentito che dovevo venire qui oggi a pregare, a compiere un gesto di vicinanza, ma anche a risvegliare le nostre coscienze perché ciò che è accaduto non si ripeta. E dobbiamo chiedere a Dio di cancellare l'indifferenza che ci rende tutti come Erode che uccide i bambini, anche chi prende decisioni socio-economiche che sono all'origine di questi drammi.

(Lampedusa) - «Quest'isola è lampada accesa perché non si pensi più in termini di emergenza o di semplice accoglienza, ma a promuovere politiche adeguate di giustizia e di rispetto di ogni vita umana». Sono le parole di monsignor Francesco Montenegro, arcivescovo di Agrigento, nel suo saluto al Papa al termine della liturgia penitenziale, davanti alla statua della Madonna di Porto Salvo, tanto venerata dai lampedusani.

È una liturgia penitenziale per chiedere perdono per «l'indifferenza verso tanti fratelli e sorelle», per «chi si è accomodato, si è chiuso nel proprio benessere che porta all'anestesia del cuore» e «per coloro che con le loro decisioni a livello mondiale hanno creato situazioni che conducono a questi drammi» quella che ha celebrato oggi Papa Francesco sotto il sole implacabile di Lampedusa, per ricordare migliaia e migliaia di migranti vittime del mare.

«La decisione di recarsi a Lampedusa conferma dunque ancora una volta l'attenzione del Santo Padre al fenomeno immigratorio. Un richiamo ai grandi temi della giustizia e della pace, che si impastano nel quotidiano con la responsabilità personale e l'impegno di ognuno»: il presidente e il direttore di Caritas Italiana, mons. Giuseppe Merisi e don Francesco Soddu, accolgono «con soddisfazione e riconoscenza» l'annuncio della visita di papa Francesco a Lampedusa, l'8 luglio prossimo.

Lunedì 8 luglio Papa Francesco arriverà poco dopo le ore 9, raggiungerà quindi Cala Pisana da dove s'imbarcherà per raggiungere via mare il Porto dell'isola. Al largo, lancerà in mare una corona di fiori in ricordo di quanti hanno perso la propria vita in mare. Alle 10 è prevista la Messa nel campo sportivo «Arena». Per monsignor Francesco Montenegro, arcivescovo di Agrigento, «la scelta di Lampedusa, come primo viaggio, è un messaggio forte». Il parroco, don Stefano Nastasi: «È un sogno che diventa realtà»

In onda il venerdì alle 23,15 su Raitre una serie di racconti con donne immigrate in Italia che hanno accettato la proposta del conduttore Davide De Michelis di accompagnarlo nei Paesi di origine.

Dall'Italia «non solo si emigra ancora, ma si registra un aumento nelle partenze che impone nuovi interrogativi e nuovi impegni». Lo sostiene oggi la Fondazione Migrantes in una nota che anticipa alcuni dati del Rapporto «Italiani nel Mondo», che sarà pubblicato nel prossimo autunno.

Se gli sbarchi “continuano ad essere gestiti in maniera emergenziale siamo costretti ad assistere ancora ad eventi del genere. Dovremmo invece prendere atto che gli sbarchi sul nostro territorio sono fisiologici” ed “impostare sistemi di accoglienza più rispondenti alle effettive esigenze, per evitare nuove tragedie”. Lo ha detto oggi al Sir Valerio Landri, direttore della Caritas diocesana di Agrigento, commentando le ennesime vittime del mare, sette migranti morti mentre tentavano di aggrapparsi ad una gabbia per l’allevamento di tonni nel Canale di Sicilia.