Immigrati

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Nel comunicato finale sui lavori del Consiglio permanente della Cei il tema dell'integrazione e dell'accoglienza, alla luce del decreto sicurezza del governo. Al centro dei lavori la bozza di un documento sull'uso del denaro all'interno della Chiesa e di uno sulle questioni etiche legate al fine-vita. Nasce il Servizio nazionale per la pastorale delle persone con disabilità.

Il decreto sicurezza e immigrazione «è insufficiente, va rivisto e integrato, perché niente deve mancare quando si parla di rispetto della vita e della dignità della persona umana»: lo ha scandito il cardinale Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia e presidente della Cei, prima nel suo intervento  e poi rispondendo alle domande del giornalista Giovanni Floris durante la presentazione oggi a Roma del Rapporto 2019 del Centro Astalli.

«Un altro passo sulla strada del dialogo e dell'incontro con i fratelli e le sorelle musulmani, per essere - come diceva il motto del Viaggio - ‘Servitore di speranza' nel mondo di oggi». Così il Papa ha definito il suo recente viaggio in Marocco, di cui nella catechesi dell'udienza di oggi, pronunciata davanti a 12.500 persone, ha ripercorso le tappe.

Da diverse ore non si hanno più notizie di una imbarcazione con una cinquantina di persone a bordo, tra cui donne e bambini, che avevano contattato il numero di Alarm phone, il servizio telefonico (che fa capo ad un movimento di volontari indipendente) a cui molti migranti durante la traversata inviano richieste di soccorso quando sono in difficoltà, segnalando la loro posizione tramite GPS.

«Coloro che costruiscono i muri finiranno prigionieri dei muri che hanno costruito. Invece quelli che costruiscono ponti, andranno tanto avanti». Lo ha detto il Papa, rispondendo alle domande dei giornalisti sul volo di ritorno dal Marocco. 

«Una ferita grande e grave che continua a lacerare gli inizi di questo XXI secolo. Ferita che grida al cielo». Così il Papa ha definito la grave crisi migratoria che stiamo affrontando, citata già nella seconda parte del suo primo discorso in Marocco, rivolto alle autorità. «Non vogliamo che l’indifferenza e il silenzio siano la nostra parola», ha detto Francesco durante l’incontro con i migranti, nella sede della Caritas diocesana di Rabat (testo integrale)