Immigrati

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Ricevendo i delegati della Roaco, Riunione delle Opere per l’Aiuto alle Chiese Orientali, Papa Francesco esorta ad ascoltare il grido di chi è stato derubato della speranza e ad aumentare l’impegno nei confronti dei giovani desiderosi di un futuro di pace: «gridano le persone in fuga ammassate sulle navi, in cerca di speranza, non sapendo quali porti potranno accoglierli».

«È stato un momento di dialogo profondo», racconta al Sir l'arcivescovo di Lussemburgo, mons. Jean-Claude Hollerich, presidente della Comece, l'incontro con Papa Francesco: «Si sentivano le preoccupazioni profonde del Santo Padre per l'Europa, per la pace, per i migranti, per il pericolo dei populismi. Tutto questo ha un posto grande nel suo cuore»  .

Sono 5.800 i migranti e rifugiati intrappolati nei centri di detenzione in Libia lungo la linea del fronte. Medici senza frontiere, in una conferenza stampa oggi a Roma con la presenza dei capimissione Sam Turner e Julien Raickman, che operano a Tripoli, Misurata e Khoms, ha lanciato un appello «all'evacuazione umanitaria immediata per donne, uomini e bambini rinchiusi nei centri di detenzione lungo la linea del fronte» dopo aver incontrato alcuni rappresentanti delle istituzioni italiane.

L'esposto contro l'Ue alla Corte penale internazionale per i morti in mare e i respingimenti verso la Libia è «un fatto gigantesco»: se l'inchiesta venisse aperta costituirebbe «un precedente unico». È il commento al Sir di Dario Belluccio, avvocato, membro del consiglio direttivo dell'Asgi (Associazione studi giuridici immigrazione). 

Considera «illegittima» la direttiva del ministero dell’Interno l’Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione (Asgi) in una nota diffusa, relativa all’intimazione a non entrare in acque territoriali italiane all’equipaggio della Sea Watch 3 con a bordo 65 naufraghi in fuga dalla Libia.

Esultano ancora i ragazzi del Centro «Mondo Migliore» di Rocca di Papa. Grida, confusione, e tanta emozione. I loro occhi sono tornati a sorridere ancora. «È stata una cosa bellissima», dice al Sir Angelo Chiorazzo, fondatore della Cooperativa Auxilium, impegnato ora con una certa difficoltà a riportare i ragazzi «a casa».

Trent'anni veniva abbattuto il Muro di Berlino, icona delle divisioni e delle guerre. Purtroppo caduto quello ne sono arrivati una cinquantina come epilogo e surrogato delle guerre che non portano a nessuna pace, come trincee temporaneamente spente, ma da cui ci si guarda ancora in cagnesco. Sono muri che dividono non solo territori, ma popoli. Ma la maggior parte dei muri più recenti e più numerosi sono muri costruiti contro un presunto nemico disarmato, cioè contro i migranti.