Immigrati

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Missione vaticana nell'isola di Lesbo a tre anni dalla visita di Papa Francesco. Della delegazione - guidata dal cardinale Konrad Krajewski - fa parte anche mons. Jean-Claude Hollerich, presidente Comece. «Non parliamo mai più di Europa cristiana se non siamo pronti ad accogliere i poveri e i migranti»

Come in oltre altre città italiane, anche a Firenze il bando della prefettura per l'accoglienza migranti nei Cas va quasi deserto. A meno che non ci siano sorprese dell'ultima ora, su 1.500 posti offerti, sarebbero soltanto poco più di 300 quelli offerti dalle associazioni che si sono presentate. Botta e risposta tra Rossi, che accusa Salvini, e il sottosegretario Sibilia, che minimizza.

«Come cristiani, la nostra vocazione e missione è essere segno e strumento di unità, e possiamo esserlo, con l'aiuto dello Spirito Santo, anteponendo ciò che ci unisce a ciò che ci ha diviso o ancora ci divide». Con queste parole il Papa ha commentato uno dei momenti del viaggio in Bulgaria: l'incontro con il patriarca della Chiesa ortodossa bulgara Neofit e i membri del Santo Sinodo, definito «un passo avanti sulla via della fraternità».

Nel primo discorso in Macedonia del Nord, Papa Francesco ripercorre la cultura millenaria del  Paese che, oltre ad essere un esempio di «convivenza serena», ha offerto accoglienza e un «valido riparo» a profughi e migranti. Francesco ha ricordato l'esempio di «una grande donna» nata a Skopje: Santa Madre Teresa di Calcutta

È stato firmato ieri al Viminale il nuovo protocollo per far entrare in Italia, in due anni, 600 richiedenti asilo dai campi profughi in Etiopia, Giordania e Niger, tramite corridoi umanitari tra Cei, Comunità di Sant’Egidio, ministero dell’Interno e ministero degli Esteri. Conversando con i giornalisti mons. Russo ha replicato alle accuse alla Caritas da parte di Matteo Salvini, che non era presente alla firma.

Venerdì 3 maggio, alle 17.30, verrà firmato al Viminale un nuovo protocollo per l'arrivo, in due anni, di 600 richiedenti asilo da Etiopia, Niger e Giordania. Si tratta di persone vulnerabili (famiglie con bambini, malati, donne a rischio di tratta), che vivono attualmente in campi profughi e altre sistemazioni precarie, appartenenti per lo più a nazionalità del Corno d'Africa, dell'Africa sub sahariana e anche della Siria.

Papa Francesco ha ricevuto in udienza nella Sala Clementina in Vaticano la Plenaria della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali, una cinquantina di esperti di tutto il mondo, riunita dal 1 al 3 maggio per riflettere su un tema di grande attualità: «Nazione, Stato; Stato Nazione». Per il Papa «sembra aprirsi una nuova stagione di confronto nucleare inquietante».

«Stiamo rischiando: rischiamo di diventare una società di acchiappa fantasmi». Parlando ieri sera agli oltre 800 rappresentati di tutte le diocesi d’Italia che in Sicilia stanno partecipando al 16° convegno nazionale di Pastorale giovanile dedicato alle «parole coraggiose del Sinodo dei giovani», il card. Gualtiero Bassetti si è detto preoccupato, «come pastore e come presidente dei vescovi italiani», per quanto avviene nella società.