Immigrati

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La Federazione delle Chiese evangeliche in Italia (Fcei) ha dato la disponibilità al ministero dell'Interno per l'accoglienza di alcuni dei profughi della Sea-Watch che arriveranno nel nostro Paese. Alcuni andranno a Scicli, in Sicilia, dove la Federazione ha una struttura. Altri saranno collocati in strutture della diaconia valdese. Luca Negro, presidente della Fcei: «Che si tratti di corridoi umanitari o di persone salvate in mare, quello che conta è la vita umana».

Il premier di Malta, Joseph Muscat, ha annunciato che è stato raggiunto un accordo in sede europea per per ripartire i migranti delle navi Sea Watch e Sea Eye da settimane in mare con 49 persone a bordo. I migranti verranno poi redistribuiti tra 8 Paesi Ue, tra cui l'Italia. La portavoce di Sea Watch: contenti per la decisione, ma 20 giorni in mare sono troppi.

Il sindaco di Firenze, Dario Nardella, ha incontrato oggi quanti sono impegnati nell'accoglienza dei migranti rilanciando un tavolo tra Comune, mondo del lavoro, sindacati e terzo settore per affrontare i problemi che porta con sé il decreto sicurezza. E manda un messaggio al Prefetto: «no ai grandi Cas».

Papa Francesco nel discorso che ha rivolto quest’anno al Corpo diplomatico si è soffermato soprattutto sull'importanza della collaborazione fra le nazioni e della diplomazia multilaterale, che oggi rischia invece di essere indebolita dal riemergere di tendenze nazionalistiche. Bisogna cercare il bene di tutti i popoli, anche accettando «gli inevitabili compromessi», perché altrimenti si assiste alla sopraffazione del più forte sul più debole e i problemi si aggravano.

«Da parecchi giorni quarantanove persone salvate nel Mare Mediterraneo sono a bordo di due navi di Ong, in cerca di un porto sicuro dove sbarcare. Rivolgo un accorato appello ai Leader europei, perché dimostrino concreta solidarietà nei confronti di queste persone». È l'appello rivolto dal Papa al termine dell'Angelus di ieri, solennità dell'Epifania, al quale - secondo la Gendarmeria vaticana - hanno partecipato 60mila persone.

18 organizzazioni chiedono «con urgenza all'Italia e agli altri Stati membri dell'Unione europea di attivarsi senza ulteriori tentennamenti affinché i 49 migranti da giorni bloccati in mare, tra i quali diversi minori inclusi bambini molto piccoli, possano immediatamente sbarcare in un porto sicuro». Anche i giuristi dell'Asgi denunciano l'illegittimità di negare il diritto di sbarco.