Profughi

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L'arcidiocesi di Valencia, in Spagna, è disposta ad accogliere fino a 200 persone della nave Aquarius in abitazioni, centri, collegi, parrocchie o famiglie. Il cardinale Antonio Cañizares Llovera ha costituito per l'occasione un gruppo di coordinamento per mobilitare tutte le risorse disponibili nella diocesi per assistere i migranti nei bisogni di base, educazione e promozione umana.

«Come cittadini e cristiani siamo esterrefatti e indignati della decisione del ministro degli interni Matteo Salvini, che impedisce alla nave Aquarius di portare in salvo nei porti italiani 629 migranti salvati in acque territoriali libiche». Comincia così la lettera-appello indirizzata al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte dalla Conferenza degli istituti missionari italiani (Cimi), dal Segretariato unitario di animazione missionaria (Suam) e dalla Commissione Giustizia, Pace e Integrità del Creato (Gpic) della Cimi. 

Ci vorranno circa tre giorni perché i 629 migranti (tra cui donne incinta e un centinaio di minori non accompagnati), soccorsi in mare lo scorso sabato 9 giugno, possano raggiungere a bordo della Aquarius il porto di Valencia. Lo comunica l'Ong Sos Mediterranée.

Il Consiglio italiano per i rifugiati (Cir) esprime forte preoccupazione «per la gestione irresponsabile della situazione dei migranti a bordo dell'Aquarius che ha ritardato l'individuazione di un porto sicuro, mettendo potenzialmente a rischio la vita stessa delle persone».

Sono finora 13.430 le persone migranti sbarcate sulle coste italiane da inizio 2018, il 77,7% in meno rispetto alle 60.228 che erano arrivate in Italia via mare nello stesso periodo del 2017 e il -71,95% rispetto alle 47.883 arrivate in Italia tra il 1° gennaio e il 1° giugno 2016. Il dato è stato diffuso poco fa dal ministero degli Interni, considerati gli sbarchi rilevati entro le 8 di questa mattina.

L'esame sulle spese e sull'organizzazione ci aiuta a individuare le reali criticità della gestione di un fenomeno. Affrontarle non significa ostacolare l'ospitalità, ma disinnescare le critiche ideologiche.

«Master Cas» (Cas è la sigla di Centro d'accoglienza straordinaria, cioè i centri che si occupano dell'accoglienza dei richiedenti asilo) è il titolo della singolare gara tra richiedenti asilo che richiama scherzosamente fin dal titolo il noto programma tv cult di sfida culinaria. L'appuntamento è per domani, sabato 26 maggio, dalle 18 alle 21 in p.zza Ginori a Sesto Fiorentino.