Profughi

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«La vostra tragedia è molto dura e grande, ma vi diamo spazio nel cuore. A nome di tutti quelli che vi hanno perseguitato, che vi hanno fatto del male, chiedo perdono». Con queste parole Papa Francesco si è rivolto, al termine dell’incontro interreligioso sulla pace, ad un gruppo di profughi Rohingya, fuggiti dal Myanmar, come riferito da Radio Vaticana.

Si è concluso con una dimostrazione concreta della «cultura dell’incontro» l’incontro interreligioso ed eumenico nell’arcivescovado di Dacca. Il Papa ha infatti abbracciato 16 Rohingya (12 uomini, 4 donne tra cui 2 bambine), in rappresentanza dei 700mila profughi accolti nel campo di Cox’s Bazar. Nel suo discorso forte appello a non u8sare le religioni per creare odio e violenza.

«L’urgenza di una risposta alle migrazioni dall’Africa» attraverso l’esternalizzazione delle frontiere in Nord Africa «non può indurre a soluzioni che, al di là della loro impraticabilità, si muovono su un terreno pericoloso sul fronte del rispetto dei diritti umani»: è il monito di don Francesco Soddu, direttore di Caritas italiana, intervenuto oggi a Roma alla presentazione del Rapporto sulla protezione internazionale 2017.

Dal report del Centro studi Idos emerge che in Toscana la presenza è stabile anche perché nel 2016 quasi 14.500 stranieri hanno ottenuto la nostra cittadinanza. Con il 10,7% di incidenza siamo comunque due punti sopra la media nazionale, mentre la presenza di richiedenti asilo rimane limitata. Ogni 100 residenti in Toscana 56 sono europei, 23 asiatici, 14 africani e 7 americani. A Prato ben il 27,2% delle imprese hanno un titolare straniero.