Profughi

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Nel comunicato finale sui lavori del Consiglio permanente della Cei il tema dell'integrazione e dell'accoglienza, alla luce del decreto sicurezza del governo. Al centro dei lavori la bozza di un documento sull'uso del denaro all'interno della Chiesa e di uno sulle questioni etiche legate al fine-vita. Nasce il Servizio nazionale per la pastorale delle persone con disabilità.

Il decreto sicurezza e immigrazione «è insufficiente, va rivisto e integrato, perché niente deve mancare quando si parla di rispetto della vita e della dignità della persona umana»: lo ha scandito il cardinale Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia e presidente della Cei, prima nel suo intervento  e poi rispondendo alle domande del giornalista Giovanni Floris durante la presentazione oggi a Roma del Rapporto 2019 del Centro Astalli.

«Sua Maestà è dedita alla promozione dei diritti umani e dell'armonia interreligiosa, si adopera per la riforma dell'istruzione e per la tutela della libertà di culto, ed è impegnata strenuamente per offrire un rifugio sicuro a milioni di profughi. Grazie Maestà! Grazie Giordania!». Così il custode del Sacro Convento di Assisi, padre Mauro Gambetti, si è rivolto al re Abdullah II di Giordania all'inizio della cerimonia di consegna della Lampada della pace.

Sono arrivati questa mattina a Fiumicino 54 profughi siriani dal Libano grazie ai corridoi umanitari promossi dalla Comunità, dalla Federazione delle Chiese evangeliche in Italia e dalla Tavola valdese, in accordo con i ministeri dell'Interno e degli Esteri. Sono già 2 mila i profughi accolti così nel nostro Paese.

(Libano) «Un Paese di quattro milioni di persone accoglie più di un milione e mezzo di profughi, è una generosità enorme. Desideriamo tutti un rientro organizzato di questi siriani nella loro terra, in particolare dei cristiani perché il patrimonio cristiano in Siria non solo viene dai primi secoli ma è importante per l'equilibrio tra le fedi». Lo dice il nunzio apostolico in Libano, mons. Joshep Spiteri, in occasione di un incontro con un gruppo di giornalisti italiani organizzato da Opera Romana Pellegrinaggi e governo libanese, a Beirut.

In una lettera aperta inviata oggi ai leader europei da Oxfam e 23 Ong la denuncia della situazione insostenibile sulle isole greche a seguito dell'accordo per la gestione dei flussi migratori e il rimpatrio degli irregolari siglato tre anni fa da Unione europea e Turchia.

«Più di 35.000 rifugiati nigeriani hanno attraversato il confine con il Camerun nelle ultime settimane dopo l'acuirsi delle violenze nei dintorni della città di Rann, in Nigeria nord-orientale. Ora si trovano nel villaggio di Goura, nel profondo nord-ovest del Camerun, dove hanno bisogno urgente di cibo, acqua e ripari». Lo denuncia oggi Medici senza frontiere (Msf), che ha lanciato una risposta d'emergenza nell'area.

Il 10 febbraio è il Giorno del Ricordo, per non dimenticare gli orrori delle foibe dei comunisti di Tito e l'esilio forzato di tanti nostri connazionali dall'Istria. Un figlio di esuli istriani-dalmati ci racconta la storia dei suoi genitori costretti a fuggire da Fiume nel 1949.