Profughi

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Lunedì 8 luglio Papa Francesco arriverà poco dopo le ore 9, raggiungerà quindi Cala Pisana da dove s'imbarcherà per raggiungere via mare il Porto dell'isola. Al largo, lancerà in mare una corona di fiori in ricordo di quanti hanno perso la propria vita in mare. Alle 10 è prevista la Messa nel campo sportivo «Arena». Per monsignor Francesco Montenegro, arcivescovo di Agrigento, «la scelta di Lampedusa, come primo viaggio, è un messaggio forte». Il parroco, don Stefano Nastasi: «È un sogno che diventa realtà»

«Sarebbe augurabile che Lampedusa diventasse un centro europeo per accogliere queste persone che vengono a cercare speranza, in modo tale che le responsabilità siano condivise da tutta l'Europa»: così il card. Antonio Maria Vegliò, presidente del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti, risponde alla domanda dei giornalisti sulla proposta di creare, in via sperimentale, un Centro europeo di prima accoglienza a Lampedusa.

Domani si celebrerà la Giornata Mondiale del Rifugiato. Quest'anno siamo invitati a considerare specialmente la situazione delle famiglie rifugiate, costrette spesso a lasciare in fretta la loro casa e la loro patria e a perdere ogni bene e sicurezza per fuggire da violenze, persecuzioni, o gravi discriminazioni a motivo della religione professata, dell'appartenenza ad un gruppo etnico, delle loro idee politiche.
Oltre ai pericoli del viaggio, spesso queste famiglie si trovano a rischio di disgregazione e, nel Paese che li accoglie, devono confrontarsi con culture e società diverse dalla propria.

Se gli sbarchi “continuano ad essere gestiti in maniera emergenziale siamo costretti ad assistere ancora ad eventi del genere. Dovremmo invece prendere atto che gli sbarchi sul nostro territorio sono fisiologici” ed “impostare sistemi di accoglienza più rispondenti alle effettive esigenze, per evitare nuove tragedie”. Lo ha detto oggi al Sir Valerio Landri, direttore della Caritas diocesana di Agrigento, commentando le ennesime vittime del mare, sette migranti morti mentre tentavano di aggrapparsi ad una gabbia per l’allevamento di tonni nel Canale di Sicilia.

Sono almeno 100 milioni le persone nel mondo che negli ultimi anni hanno lasciato le loro case forzatamente, per svariate ragioni quali persecuzioni, conflitti armati o altre violazioni dei diritti umani, e che sono costrette a rimanere in esilio, oppure a vivere all'interno dei confini del loro paese in luoghi dove trovano rifugi precari». Lo ha detto questa mattina in Vaticano il cardinale Antonio Maria Vegliò, presidente del Pontificio Consiglio della pastorale per i migranti e gli itineranti, che insieme al Pontificio Consiglio Cor Unum ha curato il documento «Accogliere Cristo nei rifugiati e nelle persone forzatamente sradicate» (Orientamenti pastorali).

Pace per la Siria, pace per tutto il Medio Oriente. Lo ha ribadito Papa Francesco parlando stamattina agli organismi umanitari cattolici che operano nella regione, riuniti in Vaticano sotto il coordinamento del Pontificio Consiglio Cor Unum. Papa Francesco ha preso atto delle intenzioni della comunità internazionale di promuovere un dialogo per la pace. Chiedo -- ha aggiunto -- di favorire l'aiuto umanitario per i profughi e i rifugiati siriani, mirando in primo luogo al bene della persona e alla tutela della sua dignità, al di là delle appartenenze etniche o religiose.