Profughi

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Se gli sbarchi “continuano ad essere gestiti in maniera emergenziale siamo costretti ad assistere ancora ad eventi del genere. Dovremmo invece prendere atto che gli sbarchi sul nostro territorio sono fisiologici” ed “impostare sistemi di accoglienza più rispondenti alle effettive esigenze, per evitare nuove tragedie”. Lo ha detto oggi al Sir Valerio Landri, direttore della Caritas diocesana di Agrigento, commentando le ennesime vittime del mare, sette migranti morti mentre tentavano di aggrapparsi ad una gabbia per l’allevamento di tonni nel Canale di Sicilia.

Sono almeno 100 milioni le persone nel mondo che negli ultimi anni hanno lasciato le loro case forzatamente, per svariate ragioni quali persecuzioni, conflitti armati o altre violazioni dei diritti umani, e che sono costrette a rimanere in esilio, oppure a vivere all'interno dei confini del loro paese in luoghi dove trovano rifugi precari». Lo ha detto questa mattina in Vaticano il cardinale Antonio Maria Vegliò, presidente del Pontificio Consiglio della pastorale per i migranti e gli itineranti, che insieme al Pontificio Consiglio Cor Unum ha curato il documento «Accogliere Cristo nei rifugiati e nelle persone forzatamente sradicate» (Orientamenti pastorali).

Pace per la Siria, pace per tutto il Medio Oriente. Lo ha ribadito Papa Francesco parlando stamattina agli organismi umanitari cattolici che operano nella regione, riuniti in Vaticano sotto il coordinamento del Pontificio Consiglio Cor Unum. Papa Francesco ha preso atto delle intenzioni della comunità internazionale di promuovere un dialogo per la pace. Chiedo -- ha aggiunto -- di favorire l'aiuto umanitario per i profughi e i rifugiati siriani, mirando in primo luogo al bene della persona e alla tutela della sua dignità, al di là delle appartenenze etniche o religiose.

«Ricercare una soluzione negoziale del conflitto e favorire l'aiuto umanitario per i profughi e i rifugiati siriani, mirando in primo luogo al bene della persona e alla tutela della sua dignità». È la richiesta di Papa Francesco «alla comunità internazionale» ribadita oggi, nel corso di un'udienza ai partecipanti alla riunione di coordinamento, promossa dal Pontificio Consiglio Cor Unum, degli organismi di carità cattolici attivi nella regione mediorientale.

Papa Francesco ha ricevuto Michel Sleiman, Presidente della Repubblica del Libano. Nel corso dei colloqui si è parlato della situazione nel Paese, sottolineando l'importanza del dialogo e della collaborazione tra le diversità comunità etniche e religiose che compongono la società. Sono stati espressi i migliori voti per la formazione del nuovo governo. Ci si è soffermati sulla situazione siriana. Particolare preoccupazione desta l'ingente numero di profughi che hanno cercato rifugio in Libano e nei paesi vicini e per i quali si è invocata una maggiore assistenza umanitaria, con il sostegno della Comunità internazionale. Si è parlato anche della situazione dei cristiani in Terra Santa.

Nel 2012 l'Italia ha ricevuto 15.700 domande d'asilo, la metà rispetto all'anno precedente. Ma ci sono state 600 vittime del mare e un aumento di richieste dal Mali e dalla Siria. Nonostante il calo delle domande d'asilo sia dimezzato rispetto al 2011- quando ci furono gli sbarchi dell'emergenza nord Africa in seguito alla «primavera araba» -, la situazione dei richiedenti asilo e rifugiati è sempre più precaria: senza lavoro, senza casa, vivono in alloggi fatiscenti occupati, ritornano a mangiare nelle mense delle organizzazioni umanitarie e mancano i percorsi di integrazione sociale.

A Firenze vivono circa 250 richiedenti asilo e rifugiati in condizione di marginalità abitativa all'interno di stabili occupati. «Sono persone in fuga da guerre, catastrofi naturali o persecuzioni personali, che dovrebbero godere del diritto all'accoglienza e di programmi di inserimento sociale». Lo denuncia oggi l'associazione Medici per i diritti umani, nel Rapporto «Rifugiati a Firenze. Un anno di attività del progetto ‘Un camper per i diritti con i titolari di protezione internazionale'».