Profughi

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La diocesi di Firenze, come altre diocesi italiane nei giorni scorsi «ha subito dato la disponibilità ad accogliere i migranti della nave Diciotti». L'offerta è stata manifestata tramite la Caritas diocesana che da molti anni si occupa direttamente di centinaia di migranti sul territorio, in collaborazione anche con le parrocchie. 

La disponibilità della Chiesa italiana, dell'Irlanda e dell'Albania ha sbloccato la situazione di stallo della nave Diciotti, ferma al porto di Catania per una settimana per volontà del Viminale. Don Ivan Maffeis, sottosegretario della Cei e direttore dell'Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali, spiega come si svolgerà l'accoglienza della Chiesa italiana.

Svolta nella vicenda della nave «Diciotti» che da cinque giorni era nel porto di Catania con il suo carico di migranti raccolti nel Mediterraneo, grazie anche alla disponibilità della Chiesa che ospiterà i migranti in varie diocesi. Il ministro dell'Interno Matteo Salvini è indagato dalla Procura di Agrigento per sequestro di persona, abuso d'ufficio e arresto illegale.

«Il cristiano non si può dimenticare delle parole di Cristo: ero forestiero e mi avete accolto. La Chiesa è un popolo formato da genti e culture diverse, dove l’accoglienza reciproca è legge». Lo ha detto il vescovo di Pistoia, Fausto Tardelli, in un’intervista rilasciata al Corriere Fiorentino.

«Al di là della grandissima attenzione e dedizione e dispendio di energie del personale è una condizione oggettivamente inaccettabile». Lo afferma Daniel De Robert, capo delegazione della visita alla nave Diciotti del Garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà, che ha inviato due informative alle procure di Agrigento e Catania. «Non si possono usare ricatti - ribadisce - Le persone sono dei fini e non dei mezzi».

La dolorosa vicenda della nave militare Diciotti che da giorni è ferma nel porto di Catania senza poter far sbarcare 177 migranti raccolti in mare, tra cui 29 minorenni non accompagnati mobilita il mondo cattolico. Da Centro Astalli, Caritas, Sant'Egidio, Focolari, Acli e Comunità Papa Giovanni XXIII la richiesta di permettere lo sbarco immediato dei migranti. Sulla stessa linea la Diocesi di Catania.

C’è «una forte speranza» che i 30 minori (di cui 28 non accompagnati) presenti sulla nave Diciotti «scendano in giornata». Lo annuncia in una intervista al Sir Paolo Rozera, direttore generale di Unicef Italia, presente con due persone in un team congiunto con Intersos sulla nave Diciotti della Guardia costiera italiana, ferma da due giorni nel porto di Catania con 177 persone a bordo salvate nei giorni scorsi.

«Ben venga la ricerca di accordi vincolanti a livello continentale, ma intanto le persone si soccorrono e si accolgono. È questo il dovere della politica, ma è anche il compito di un popolo che ha dimostrato tante volte la sua vocazione all’ ospitalità». È quanto si legge in una nota congiunta firmata da don Luigi Ciotti, presidente di Libera, mons. Giovanni Ricchiuti, presidente di Pax Christi, e da don Gianni De Robertis, direttore generale della Fondazione Migrantes, sulla situazione della Nave Diciotti con 177 persone a bordo, arrivata ieri sera al porto di Catania ma alla quale non è stato concesso di sbarcare.