Infrastrutture

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Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha spiegato le ragioni del «sì» che il governo, entro il 26 luglio, dovrà mettere per scritto in una lettera all'Unione europea: costa di più non farla che farla e solo il Parlamento può decidere di fermare tutto. Affermazione a denti stretti, forse, ma chiara. Ma i No Tav sono già sul piede di guerra.

«Una svolta per Genova, un momento atteso, vissuto con una prospettiva di rinascita; c'è stata una demolizione necessaria e questo significa poter procedere verso la ricostruzione che tutti speriamo e attendiamo, perché la città possa ricongiungersi e tutte le vie di comunicazione possano riprendere per il bene della gente, del lavoro, della viabilità». Così l'arcivescovo di Genova, il card. Angelo Bagnasco, ha commentato l'implosione delle pile 10 e 11 del viadotto Morandi avvenuta questa mattina nel capoluogo ligure.

Tutto il tratto dei viali compreso «tra piazza Libertà, piazza Beccaria e lungarno Colombo», interessato dal percorso della linea per Bagno a Ripoli «sarà senza pali. Mentre sarà elettrificato l'ultimo tratto, dove c'è un minore impatto dal punto di vista sia ambientale che paesaggistico-culturale». Lo spiega il sindaco di Firenze, Dario Nardella, a margine dell'inaugurazione di Pitti Uomo, all'indomani del primo vertice sul tram del nuovo mandato.