Infrastrutture

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«Il crollo del ponte Morandi sul torrente Polcevera ha provocato uno squarcio nel cuore di Genova. La ferità è profonda, è fatta innanzitutto dallo sconfinato dolore per coloro che hanno perso la vita e per i dispersi, per i loro familiari, i feriti, i molti sfollati». Lo ha detto stamani l’arcivescovo di Genova, card. Angelo Bagnasco, nell’omelia (testo integrale) dei funerali di Stato di 18 delle 41 vittime del crollo del ponte, che ha presieduto nella fiera della città ligure. 

Parla al Sir padre Mauro Brezzo, cappellano dell’ospedale San Martino di Genova, che sta dando conforto alle persone ferite e ai familiari delle vittime. Molti hanno deciso di non partecipare ai funerali di Stato che si terranno domani e celebreranno esequie in forma private. Nella camera ardente dell'ospedale San Martino sono rimaste sei bare.

337 famiglie le famiglie sfollate per un totale di circa 560 persone che risiedono in una decina di palazzine che si trovano sotto la parte del ponte non crollata. In corso i lavori per liberare dalle macerie l'area dei soccorsi. Luigi D’Angelo, direttore operativo per il coordinamento delle emergenze del Dipartimento della Protezione civile fa il punto sui soccorsi.

Sono 38 i morti identificati e 15 i feriti, di cui 9 in codice rosso. È l'ultimo aggiornamento delle verifiche della Prefettura di Genova, aggiornate al tardo pomeriggio di ieri, in seguito al crollo di parte del ponte Morandi avvenuto nella mattina del 14 agosto. Si teme però che il numero dei morti possa salire ancora, perché vi sarebbero altri dispersi.

Nel pomeriggio del 15 agosto, al termine della recita dei Vespri nella Basilica di Carignano per la solennità dell'Assunzione di Maria al Cielo, il cardinale Angelo Bagnasco si è recato all'Ospedale San Martino di Genova per fare visita ad uno dei superstiti del crollo del Ponte Morandi e per rendere omaggio alle vittime e ai familiari, radunati nelle camere mortuarie del nosocomio genovese.