Infrastrutture

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Il crollo di Genova è una tragedia umana, sociale, etica, ancor prima che tecnica. Il Paese (e ciascuno di noi) ha il dovere di interrogarsi seriamente sull’accaduto, sui fenomeni indotti, sulla disordinata e penosa reazione del mondo politico, quello a cui abbiamo delegato la nostra rappresentatività nel governare il «nostro» Paese. 

«L'obiettivo delle ditte è quello di avviare i primi test, con l'attraversamento completo della linea 2 con il tram, entro settembre. è un buon segno, perché ci fa ben sperare sulla possibilità di terminare i lavori al più presto» e «l'obiettivo può essere entro la fine dell'anno». Lo spiega il sindaco di Firenze Dario Nardella, a margine di un'iniziativa in Città metropolitana. 

La Toscana prova a fare un salto di qualità nel monitoraggio dei ponti di competenza degli enti locali. Dopo la tragedia del ponte Morandi a Genova del 14 agosto, la Regione insieme ad Anci, Upi e città metropolitana di Firenze adotta un protocollo di intesa che sancisce l'istituzione di un tavolo tecnico. L'obiettivo è di completare in sei mesi, massimo un anno, il check up di tutti e 5.000 i ponti delle 10.000 strade regionali, comunali, provinciali esistenti in Toscana.

Nel corso di un violento temporale, caratterizzato anche da raffiche di vento, un grosso cartello stradale è franato a terra in piena carreggiata nord, nella biforcazione tra Firenze e Livorno della Fi-Pi-Li, all'altezza delle uscite di Cascina e Pontedera-Ponsacco. Intanto dopo il crollo del viadotto Morandi anche in Toscana è partita la macchina dei controlli.

«Il crollo del ponte Morandi sul torrente Polcevera ha provocato uno squarcio nel cuore di Genova. La ferità è profonda, è fatta innanzitutto dallo sconfinato dolore per coloro che hanno perso la vita e per i dispersi, per i loro familiari, i feriti, i molti sfollati». Lo ha detto stamani l’arcivescovo di Genova, card. Angelo Bagnasco, nell’omelia (testo integrale) dei funerali di Stato di 18 delle 41 vittime del crollo del ponte, che ha presieduto nella fiera della città ligure. 

Parla al Sir padre Mauro Brezzo, cappellano dell’ospedale San Martino di Genova, che sta dando conforto alle persone ferite e ai familiari delle vittime. Molti hanno deciso di non partecipare ai funerali di Stato che si terranno domani e celebreranno esequie in forma private. Nella camera ardente dell'ospedale San Martino sono rimaste sei bare.