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Al primo posto non può non esserci “Gran Theft Auto V” (GTA V), da tutti considerato il gioco più violento attualmente in commercio. Nei panni di uno dei 3 criminali che si può scegliere di impersonare, si ha la possibilità di drogarsi, andare a prostitute (pagandole o ammazzandole), dire parolacce e improperi vari, ammazzare, torturare, rapinare chiunque e in qualsiasi modo (mani nude, automobili, coltelli, asce, armi, bombe, fuoco, ecc…) arrivando anche a tradire il compagno di gioco. Seconda piazza per “Mortal Kombat” dove, con personaggi fantastici, si partecipa a duelli al termine dei quali si può uccidere definitivamente l’avversario per guadagnare ulteriori bonus. L’estrema violenza delle ‘mosse finali’ – ad un avversario gli si può staccare la testa o fargliela esplodere, gli si strappa il cuore ancora pulsante o lo si sottopone a folgorazione e impalamento - richiamano gesti compiuti da uomini incappucciati ai danni di persone legate, inginocchiate e vestite di una tuta arancione, censurate anche in televisione. Terzo posto per “Manhunt”, nel quale il protagonista per sopravvivere ad una “caccia all’uomo” si libera dei nemici soffocandoli con sacchetti di plastica, picchiandoli a sangue, decapitandoli o sparando.

L'associazione fondata da don Fortunato Di Noto ha individuato su Internet 574.116 foto, rilevato 95.882 video pedofili di minori da 3 a 13 anni, 621 immagini di neonati. Dietro i numeri, bambini abusati, «in molti casi anche sodomizzati e torturati». In «aumento vertiginoso» i neonati violati da donne (70%). 7.712 i siti web monitorati e segnalati alle autorità, 180 le comunità sui social network.

Non lasciare i figli - bambini e adolescenti - soli davanti al web, ma accompagnarli: questo è il compito dei genitori secondo monsignor Claudio Maria Celli, presidente del Pontificio consiglio per le comunicazioni sociali (Pccs), intervenuto oggi in Sala Stampa vaticana alla presentazione del Messaggio per la 49ª Giornata mondiale delle comunicazioni sociali.

In rete da oggi il nuovo sito del Convegno ecclesiale nazionale di Firenze (9-13 novembre 2015) sul tema «In Gesù Cristo il nuovo umanesimo». L'impatto che predomina - in sintonia con gli standard più moderni e aggiornati del settore - è quello visivo. A guardarci dentro, già emerge tutta la ricchezza dell'elaborazione ecclesiale e culturale che si è messa in moto nel Paese.

«È oggi online il nuovo sito web www.firenze2015.it, «il luogo di convergenza di chi si sta preparando al Convegno ecclesiale nazionale di Firenze 2015 ‘In Gesù Cristo il nuovo umanesimo'. Un territorio digitale che connette le tante famiglie che compongono la grande famiglia della Chiesa di Papa Francesco e permette ai diversi volti della Chiesa incarnata e quotidiana di vedersi l'un l'altro e condividere il cammino».