Isis

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«L’Isis starebbe pianificando attentati con autobomba per colpire le chiese cristiane durante le messe di Natale«: a denunciarlo, in una intervista al Sir, è il vicario episcopale della comunità armeno-cattolica dell’Alta Mesopotamia e della Siria del Nord, padre Antonio Ayvazian.

Attacco ieri in Iraq contro militari italiani, 5 feriti gravi il bilancio. La solidarietà delle Istituzioni e dell'Ordinariato militare. L'impegno dei nostri militari a favore «della custodia della persona umana e della pace, a volte pagato con la vita o con gravi ferite e mutilazioni, contribuisca - scrive mons. Marcianò - a sostituire il clima di terrore e odio violento con la logica del rispetto e della carità fraterna». L'attentato ricorda quello accaduto il 12 novembre 2003, a Nassiriya che fece 28 morti, dei quali 19 italiani e nove iracheni.

«Perseguitati più che mai. Focus sulla persecuzione anticristiana tra il 2017 e il 2019»: è il titolo della ricerca della Fondazione di diritto pontificio «Aiuto alla Chiesa che soffre» (Acs), presentata, giovedì 24 ottobre, a Roma, nella basilica di san Bartolomeo all'Isola, il santuario dei nuovi martiri del XX e XXI secolo. Dalla ricerca emerge che «sono quasi 300 milioni i cristiani che vivono in terre di persecuzione».

(Bruxelles) Cessazione immediata delle azioni militari nel nord della Siria; ricerca di una soluzione politica al conflitto; avanti con l'embargo di armi. I ministri degli esteri dell'Unione europea, riuniti a Lussemburgo, hanno emesso una posizione comune sulla Turchia che usa il metodo del bastone e della carota. Il Consiglio Ue anzitutto «esorta nuovamente la Turchia a cessare la sua azione militare unilaterale nella Siria nordorientale e a ritirare le sue forze».

La notizia di queste ore è che alti funzionari dell'intelligente srilankese avrebbero nascosto deliberatamente le informazioni sulla possibilità di un attacco terroristico. «E' un fatto gravissimo - commenta al Sir il cardinale Ranjith -, vuol dire che il massacro poteva essere evitato». Il suo appello alla comunità internazionale: «Non venga a mescolarsi alle politiche nazionali ma rispetti il nostro Paese e le nostre scelte. E ci aiuti dove è necessario».

Lorenzo Orsetti, il fiorentino che è stato ucciso combattendo con i curdi contro l’Isis in Siria, è stato definito un «eroe». Ma pur nel rispetto della sua scelta e nella vicinanza a familiari ed amici di questo giovane che ha perso la vita, ci possiamo chiedere cosa significa oggi essere un «eroe»?.