Isis

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Il bilancio parla di 84 vittime. Tra loro purtroppo ci sono numerosi bambini. La Francia di nuovo nell'incubo terrorismo. La tragedia si consuma a Nizza, nella notte della festa nazionale del 14 luglio. Un tir si scaglia a tutta velocità contro la folla. Il Papa parla di «manifestazione di follia omicida, di odio, di terrorismo, di attacco contro la pace». I vescovi francesi: «La solidarietà nazionale sarà più forte del terrorismo». E i musulmani invitano a pregare nelle moschee di tutto il Paese per le vittime.

«Soltanto macerie. È quanto è rimasto di Telskuf, villaggio iracheno a soli 32 chilometri dall’ormai roccaforte dello Stato Islamico Mosul». È quanto si legge in una nota di Aiuto alla Chiesa che Soffre (Acs) nella quale si dà notizia della recentissima visita di una propria delegazione al piccolo centro, liberato dalle forze peshmerga il 3 maggio scorso.

Un blitz delle teste di cuoio ha posto fine, alle 7,40 ora locale (erano le 3,40 in Italia) all’attacco terroristico scattato ieri sera al ristorante Holey Artisan Bakery nella zona delle ambasciate a Dacca. Un sito legato all'Is aveva già pubblicato la rivendicazione del Califfato. Le vittime civili sono almeno 20. Tra loro 9 italiani. C'è anche un disperso.

Dopo Bruxelles, un altro aeroporto finisce sotto attacco. Ieri è toccato allo scalo «Ataturk» di Istanbul, la più grande metropoli della Turchia. Il bilancio della strage è di almeno 36 morti e oltre 140 feriti. Potrebbe essere la risposta del Califfo al Baghdadi, al Sultano turco Erdogan, che dopo aver sostenuto più o meno apertamente l'Isis, ora ha scelto di combatterlo. Una scelta di campo pagata con il sangue.

E' di 50 morti e 53 feriti il bilancio ancora provvisorio della strage compiuta da Omar Mateen, 29 anni, cittadino americano di origini afghane, in un locale frequentato da gay ad Orlando, negli Usa. Il killer, che è stato poi ucciso dalla polizia, avrebbe rivendicato la strage a nome dell'Isis. Il cordoglio del Papa e il commento del Segretario generale della Cei.

A due settimane dall'avvio dell'offensiva, le forze armate irachene hanno annunciato di avere preso il controllo della zona sud di Falluja. Nel frattempo si preparano anche le offensive contro altre due roccaforti Isis in Iraq e Siria, a Mosul e Raqqa. Ma alla liberazione di queste città potrebbe seguire una sanguinosa vendetta delle milizie sciite, irachene e siriane, contro la popolazione sunnita. Il parere di Janiki Cingoli (Cipmo).