Sindacati

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«In Toscana non ci sono più soldi, perché non c’è più un credito toscano. Se vogliamo uscire dalla crisi e ripartire dobbiamo rendere attrattivo il territorio e portare qui investimenti dall’esterno». Lo ha detto il Segretario generale della Cisl Toscana, Riccardo Cerza, nella relazione che ha aperto stamani i lavori del Consiglio generale regionale, il «parlamentino» della Cisl di cui fanno parte i rappresentanti di tutte le categorie e i territorio della Toscana, ed a cui ha preso parte anche il Segretario generale nazionale Cisl Annamaria Furlan.

Sarà un vero «Jobs day» quello che la Cisl ha in programma domani, sabato 18 ottobre, in tante città italiane e che ovviamente riguarderà anche la Toscana. Una giornata di mobilitazione nazionale, ma articolata a livello territoriale, incentrata sui temi del lavoro, della lotta alla precarietà e della tutela dei redditi di lavoratori e pensionati.

Ognuno ha applicato criteri diversi. Un caso limite a Firenze e Sesto Fiorentino: per pochi metri trecento euro di differenza. Nella giungla delle detrazioni il fallimentodel federalismo fiscale. Centri di assistenza e patronati presi d'assalto dai contribuenti disorientati. Difficile controllare l'evasione per i mancati collegamenti tra enti.

“L’impatto della crisi sulle persone che rappresentiamo è stato pesante e brutale, insopportabilmente ingiusto”. Cosìi sindacati toscani dei pensionati di Cgil, Cisl e Uil hanno chiesto ai senatori e deputati toscani, incontrati questa mattina a Firenze, un impegno a sostenere, nell’attività parlamentare, i bisogni dei più anziani, che suonano sempre più spesso come una drammatica richiesta di aiuto.Le segreterie regionali di Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp-Uil hanno promosso questa mattina un confronto con i senatori e i deputati.

«Passano i mesi, a fine anno scade il contratto tra Trenitalia e Regione Toscana, ma tra ritardi e treni soppressi i disservizi non diminuiscono: Trenitalia e Rfi battano un colpo». A chiederlo è il Segretario generale della Fit-Cisl toscana, Stefano Boni, che cita a sostegno delle sue critiche la rilevazione effettuata dalla Fit negli ultimi sei mesi.

La persona anziana è tra le principali vittime del clima d’insicurezza e di paura acuito dalla crisi che stiamo vivendo. Una crisi economica senza precedenti, e una contestuale regressione sociale e morale. I cittadini più deboli sono sempre più deboli e sempre più soli. Nella società cresce la violenza, individuale e di gruppo, e gli stessi valori fondanti della nostra convivenza democratica sono messi a dura prova. Ecco le iniziative della Cgil per difendersi.