Mafia

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Firmato oggi a Roma protocollo d’intesa tra la Presidenza del Consiglio dei ministri, l’associazione Libera, il Tribunale per i minorenni di Reggio Calabria, la Procura della Repubblica e quella per i minorenni di Reggio Calabria, e anche la Procura nazionale antimafia e antiterrorismo. Presente anche il Segretario della Cei, mons. Nunzio Galantino.

«Sono circa 200 i nominativi – 193 per l’esattezza – appartenenti alle logge massoniche con 350 procedimenti penali in corso, alcuni dei quali si sono conclusi con sentenze di condanna per reati di mafia». Lo dice al Sir la presidente della Commissione parlamentare antimafia, Rosy Bindi, che oggi ha presentato, a Roma, in una conferenza stampa i contenuti della Relazione sulle infiltrazioni mafiose nella massoneria in Sicilia e Calabria.

Le mafie investono in modo sempre più massiccio e capillare nel settore dell’azzardo, che permette di riciclare enormi quantità di denaro sporco, fare affari e rinforzare la propria presenza sui territori. È questo il dato più rilevante del dossier «Gioco sporco, sporco gioco. L’azzardo secondo le mafie», promosso dal Coordinamento nazionale comunità di accoglienza (Cnca) e presentato oggi a Roma.

«Dal pesce alla frutta, dai ristoranti ai caffè il volume d’affari delle agromafie è salito a 21,8 miliardi di euro con un balzo del 30% nel 2017 con attività che riguardano l’intera filiera del cibo, della sua produzione, trasporto, distribuzione e vendita». Lo afferma la Coldiretti, in riferimento all’operazione che ha portato agli arresti di presunti appartenenti al clan Rinzivillo.

“Lottare contro le mafie significa non solo reprimere”, ma anche “bonificare, trasformare, costruire”. Lo ha sottolineato Papa Francesco, incontrando in Vaticano i membri della Commissione Parlamentare Antimafia. Dinanzi ai segni della “crisi morale” che “oggi attraversa persone e istituzioni”, il Pontefice ha indicato due livelli per contrastare le mafie, che “rubano il bene comune, togliendo speranza e dignità alle persone”. Anzitutto quello politico, “attraverso una maggiore giustizia sociale”; e quello economico, “attraverso la correzione o la cancellazione di quei meccanismi che generano dovunque disuguaglianza e povertà”.