Mafia

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Conosco il rischio della vita per voi e per i vostri familiari e vi sono vicino, come chiedo a Dio di darvi la forza di continuare a lottare e di toccare il cuore degli uomini e delle donne delle diverse mafie, perché si convertano e cambino vita. Così Papa Francesco si è rivolto ai membri della Direzione Antimafia e Antiterrorismo italiana ricevuti in udienza in Vaticano.

«La società fa grande affidamento sulla vostra professionalità ed esperienza di magistrati inquirenti impegnati a combattere e sradicare il crimine organizzato». Lo ha detto il Papa, ricevendo oggi in udienza i membri della Dia (Direzione investigativa antimafia e antiterrorismo), esortati a «dedicare ogni sforzo specialmente nel contrasto della tratta di persone e del contrabbando dei migranti: questi sono reati gravissimi che colpiscono i più deboli fra i deboli!».

«Là dove la piovra della criminalità organizzata attecchisce e miete ancora vittime, la Chiesa non si limita a far eco, ma dichiara di possedere l’antidoto al veleno mafioso, convinta che contro ogni mafia non basti denunciare, prevenire, punire, ma occorra annunciare da capo il Vangelo della misericordia, della pace e della conversione, in uno sforzo corale di nuova evangelizzazione». Lo scrive monsignor Vincenzo Bertolone, presidente della Conferenza episcopale calabra e arcivescovo metropolita di Catanzaro–Squillace, nella presentazione del volume «La ‘ndrangheta è l’antievangelo» (Tau Editrice), uscito in questi giorni.

«In questa piazza siete una grande speranza per il nostro futuro. Quello della Toscana e dell'Italia. Andate avanti così». E' il saluto che il presidente Enrico Rossi ha rivolto stamani ai ragazzi raccolti in piazza Santissima Annunziata per la manifestazione «Ponti di memoria, luoghi di impegno», a conclusione della marcia per la legalità di Libera contro le mafie.

«Per una nuova evangelizzazione della pietà popolare»: questo il titolo del Direttorio pubblicato oggi dalla Conferenza episcopale calabra (Cec) contenente alcuni «orientamenti pastorali per le Chiese di Calabria». Al centro della preoccupazione dei vescovi, la pietà popolare e il rischio, evidentemente latente, che nel suo esercizio ci siano infiltrazioni di persone affiliate a clan mafiosi

«Il lavoro, lo sviluppo della Calabria e del Mezzogiorno è una richiesta che ci sentiamo di sottolineare e di rivolgere al Governo con particolare forza sapendo che è la domanda di sempre e che non investe la responsabilità solo di questo governo». Lo ha detto la presidente della Commissione nazionale antimafia, Rosy Bindi, al termine dell’incontro avuto stamani a Lamezia Terme con la Conferenza episcopale calabrese presieduta da mons. Salvatore Nunnari, arcivescovo emerito di Cosenza-Bisignano.