Maltempo

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Almeno 1,6 milioni di bambini hanno urgente bisogno di assistenza sanitaria, nutrizione, protezione, istruzione, acqua e servizi igienico-sanitari, un mese dopo che il ciclone Idai ha devastato parti di Mozambico, Malawi e Zimbabwe. Lo afferma in una nota l'Unicef che segnala come le necessità in Mozambico rimangano enormi, con un milione di bambini bisognosi di assistenza, più di 443.000 bambini in Malawi e 130.000 in Zimbabwe. 

Nella città di Beira, una delle più colpite in Mozambico a seguito del ciclone Idai, il posto medico avanzato di secondo livello installato in prossimità dell'ospedale locale, gravemente danneggiato dal ciclone, in tre giorni di operatività ha fornito assistenza a circa 160 pazienti, provenienti non solo dalle zone limitrofe, ma anche da distretti più distanti.

Papa Francesco, tramite il Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale, ha stabilito di inviare un primo contributo di 150.000 euro (50.000 per ciascun Paese) per il soccorso alle popolazioni del Mozambico, dello Zimbabwe e del Malavi, colpiti in questi giorni da gravi inondazioni, in questa prima fase di emergenza.

Dopo il passaggio del ciclone tropicale Idai, che il 14 marzo ha colpito il Mozambico devastando la città di Beira e l'area costiera delle province di Sofala, Zambézia e Inhambane, è in arrivo nell'area un'équipe di emergenza di Medici senza frontiere (Msf) - già presente nell'area con attività regolari che sono state interrotte a causa del ciclone - per valutare la portata dei danni e i bisogni della popolazione e garantire la capacità di cure mediche nelle strutture sanitarie danneggiate dal ciclone.

«Risposte chiare a chi nel quotidiano lavora e opera nella produzione di olio extravergine di oliva e latte di pecora». È il grido di rabbia lanciato oggi alla protesta «Salva made in Italy» organizzata dalla Coldiretti in piazza Montecitorio. Davanti al Parlamento gli agricoltori colpiti dalle pesanti calamità con il dimezzamento del raccolto nazionale di olio di oliva e i pastori messi in ginocchio dalle speculazioni sulle quotazioni del latte. 

La portata del Serchio sta lentamente diminuendo. La notte di paura è alle spalle. La piena è arrivata a Lucca tra Monte San Quirico e Ponte San Pietro alle 6 del mattino di sabato 2 febbraio. Da almeno 5 anni non si registravanno livelli così alti e pericolosi. Il Serchio è straripato in località Chifenti e presso il Ponte del Diavolo, chiudendo la praticabilità del Brennero.

Una nuova perturbazione proveniente dal Nord Atlantico interesserà domani la Toscana a partire dalla mattinata. Previste nevicate a quote collinari. La Sala operativa unificata permanente ha emesso un codice giallo per neve che interesserà quasi tutta la Regione (ad esclusione delle isole e della costa maremmana) con validità dalle ore 5 di domani mattina fino alla mezzanotte, sempre di domani.