Mass media

Ultimi contenuti per il percorso 'Mass media'

“I mezzi di comunicazione oggi sono così importanti. Io direi che una radio cattolica oggi è il pulpito più vicino che abbiamo. È da dove possiamo annunciare i valori umani, i valori religiosi, e soprattutto annunciare Gesù Cristo, il Signore, dare al Signore quella grazia di fargli posto tra le nostre cose”. Lo ha detto ieri Papa Francesco, in occasione della visita agli studi di “Radio Cattedrale” di Rio de Janeiro, rilasciando una breve intervista all’emittente brasiliana.

Un documento su cui ragionare, al tavolo per l'editoria. È stato presentato ieri durante l'incontro tenutosi alla presidenza del Consiglio dei ministri e presieduto dal sottosegretario con delega all'editoria, il senatore Giovanni Legnini. Eravamo presenti anche noi della Fisc, come accade ormai da lungo tempo.

Nella mattina di lunedì 22 luglio, nel corso del viaggio aereo verso il Brasile in occasione della GMG di Rio de Janeiro, Papa Francesco ha incontrato gli operatori della comunicazione del Volo Papale.
Pubblichiamo di seguito la trascrizione del dialogo del Papa con i giornalisti a bordo dell’aereo, introdotto dal Direttore della Sala Stampa, P. Federico Lombardi:

Si conclude in questi giorni per molti dei nostri abbonati la promozione che ha permesso loro di ricevere per tre mesi, gratuitamente e senza impegni, il quotidiano cattolico «Avvenire». E sono in tanti che ci scrivono per ringraziare dell'opportunità ricevuta. Pubblichiamo una di queste lettere.

A cinquant'anni dall'«Inter mirifica» (il decreto del Concilio Vaticano II sugli strumenti di comunicazione sociale), il mensile di educazione audiovisiva «Edav», fondato dal gesuita padre Nazareno Taddei, propone, sul documento conciliare, un corposo studio finora inedito che lo stesso Taddei scrisse a caldo tra il dicembre 1963 (mese della promulgazione del decreto) e il gennaio 1964.

Il mondo dell’informazione ha vissuto negli ultimi anni una sorta di tsunami. I quotidiani italiani, nel loro insieme, hanno perso 3 milioni di copie. Per non parlare dei rotocalchi: dimezzati. Tutti i giornali sono nel frattempo sbarcati su internet, ma nessuno ha ancora trovato il modello ideale, il giusto equilibrio tra carta e web. Anche perché – lo diciamo da tempo – internet non paga.