Social network

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Papa Francesco incontrando nell'Aula Paolo VI gli studenti del Liceo «Visconti» di Roma ha sottolineato che «quando non c’è libertà non c’è educazione, non c’è futuro». Il telefonino, ha aggiunto, non diventi una droga che riduce la comunicazione in contatti.

È un documento di 183 pagine, articolate in nove capitoli, l'esortazione postsinodale di Papa Francesco che – come ha dichiarato il segretario generale del Sinodo, il card. Lorenzo Baldisseri, sarà la «magna charta» della pastorale giovanile e vocazionale. Eccone un'ampia sintesi e testo integrale .

I pedofili, i pedopornografi e gli abusatori dei bambini nel 2018 sono ancora più organizzati e strutturati a livello criminale: producono, scambiano, detengono e divulgano attraverso il web molte più foto e video. Bambini sempre più piccoli (neonati e preadolescenti i preferiti); in aumento i bambini di sesso maschile, stabile la preferenza femminile. Come ogni anno a inizio primavera, Meter onlus presenta oggi il suo Report relativo al 2018 presso il polo formativo e educativo di Pachino (Siracusa).

Il rapporto tra giovani e social network merita di essere indagato e tra le informazioni più interessanti si va alla ricerca del social media preferito dai giovani. Sono numerosi i social network che si dividono la scena e che vantano milioni di iscritti, ma negli ultimi anni la situazione è cambiata ed i giovani hanno creato nuove tendenze.

Contro il cyberbullismo è «urgente attuare la legge per la prevenzione e il contrasto». Lo ha detto l'Autorità garante per l'infanzia e l'adolescenza, Filomena Albano, ascoltata questa mattina dalla Commissione parlamentare per l'infanzia e l'adolescenza, presieduta da Licia Ronzulli, nell'ambito dell'indagine conoscitiva su bullismo e cyberbullismo.

Il Messaggio del Papa per la Giornata delle comunicazioni sociali 2019 ci provoca e ci affida dei compiti importanti. Anzitutto quello di abbattere le barriere culturali e le tentazioni ideologiche che sovente ci inducono a interpretare la rete come spazio del male. In seconda istanza, ci chiede di individuare i tempi, gli spazi e le modalità che possono rendere i social web vere e proprie opportunità educative, pastorali e spirituali.

Un Osservatorio internazionale sul cyberbullismo: si chiama Ico (International Cyberbullying Observatory) e avrà sede in Vaticano. A presentare l'iniziativa oggi, presso la Sala Marconi della Radio Vaticana, sono stati i suoi promotori: la Fondazione Scholas - fondata da Papa Francesco per promuovere il diritto all'educazione grazie alla rete di oltre 440mila scuola in tutto il mondo - e dalla Fondazione Carolina, impegnata nella tutela dei minori sul web in memoria della prima vittima di cyberbullismo, divenuta simbolo per tutti ragazzi, Carolina Picchio.