Migrazioni

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La pandemia Covid-19 rimane - giustamente - sulle prime pagine dei giornali. Ma altre sfide sono più che mai presenti nel panorama internazionale. Tra l'Africa, il Medio Oriente e l'Europa il fenomeno migratorio non è mai cessato. I continui naufragi e le morti in mare scuotono le coscienze. Mentre si cercano faticose risposte politiche, e qualcuno ad arte alimenta un populismo violento anti-stranieri, la Comunità di Sant'Egidio, in collaborazione con le istituzioni, ha creato una risposta efficace - i Corridoi umanitari - e di grande significato simbolico

La quotidiana tragedia degli annegamenti nel braccio di mare tra Libia e Italia chiama in causa i doveri degli Stati e dell'Unione europea. Se ne discuterà nuovamente a Bruxelles in sede di Europarlamento e di Consiglio europeo. Il governo italiano chiede - giustamente - aiuti agli altri Paesi dell'Unione. Ma l'emergenza migratoria, tornata d'attualità nonostante il Covid, chiama in causa anche la società civile e la stessa comunità cristiana

I "nazionalismi chiusi e aggressivi" e "l'individualismo radicale", specialmente in tempo di pandemia, frantumano il "noi", scrive Papa Francesco nel Messaggio per la Giornata mondiale del migrante e del rifugiato, in cui lancia un appello per una Chiesa "sempre più inclusiva", capace di abbattere muri e costruire ponti. Per sognare insieme "un futuro a colori"

Domenica 26 settembre 2021 si celebrerà la 107ª Giornata mondiale del migrante e del rifugiato. Papa Francesco ha scelto come titolo per il suo tradizionale messaggio “Verso un ‘noi’ sempre più grande”, ispirandosi al Suo appello a far sì che “alla fine non ci siano più ‘gli altri’, ma solo un ‘noi’” (Fratelli tutti, 35). 

“Almeno 50 minori migranti non accompagnati stanno dormendo all’addiaccio o in ripari di fortuna in Bosnia-Erzegovina senza alcun supporto e protezione, con gravi rischi per la loro salute e la loro sicurezza”, denuncia Save the children: “Questi minori stanno fuori al freddo gelido o in edifici già occupati abusivamente o abbandonati, in campi improvvisati o in residenze private senza la supervisione di un adulto”. 

Si aggrava sempre di più, anche per il peggioramento delle condizioni meteorologiche, l’emergenza umanitaria per i migranti bloccati in una situazione disumana al campo di Lipa, nel nord-ovest della Bosnia e Erzegovina. Lo denuncia Caritas italiana, segnalando abbondanti nevicate e temperature che scendono fino a -10°C che mettono a rischio la vita di circa 900 persone che vivono nel campo in condizioni molto carenti.

Quattro parole a formare una croce: accogliere, promuovere, proteggere, integrare. Sono gli «auguri scomodi per un Natale di fraternità» inviati in questi giorni dalle commissioni regionali di Caritas, Missio e Fondazione Migrantes. Il testo è composto da alcune riflessioni di don Tonino Bello e alcuni passaggi dell’enciclica «Fratelli Tutti» di Papa Francesco

Negli ultimi cinque anni sono entrate irregolarmente nel territorio dell’Unione europea circa 2 milioni di persone, gran parte delle quali in fuga da Paesi coinvolti in conflitti interni o internazionali. Nello stesso periodo gli arrivi attraverso una forma di “ammissione umanitaria” sono stati circa 100.000, appena il 5%