Migrazioni

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“Voi, abitanti di Lesbo, dimostrate che in queste terre, culla di civiltà, pulsa ancora il cuore di un’umanità che sa riconoscere prima di tutto il fratello e la sorella, un’umanità che vuole costruire ponti e rifugge dall’illusione di innalzare recinti per sentirsi più sicura. Infatti le barriere creano divisioni, anziché aiutare il vero progresso dei popoli, e le divisioni prima o poi provocano scontri”. 

Nelle poche ore trascorse a Lesbo, Papa Francesco non ha mancato di incontrare la cittadinanza e la comunità cattolica, uomini e donne che “hanno saputo tenere aperti i cuori e le porte”, condividendo il poco a loro disposizione con quanti sono privi di tutto.

Uno scoglio in mezzo al mare, approdo per tanti disperati in fuga dalla guerra. Papa Francesco è voluto essere tra i profughi dell’isola greca di Lesbo, un viaggio segnato dalla tristezza – ha detto ai giornalisti durante il volo – per incontrare la catastrofe più grande dopo la seconda guerra mondiale. Atterrato all’aeroporto internazionale di Mytilene, il Pontefice è stato accolto dal primo ministro Alexis Tsipras, che ha espresso gratitudine “per il suo messaggio contro la guerra. E per invocare l’accoglienza in un momento in cui altri leader alzano barriere in Europa”. 

La giornata di Francesco a Lesbo con Bartolomeo I e Ieronymos II. Il messaggio ai rifugiati del «Mòria refugee camp»: «Non siete soli». E ancora: «Non perdete la speranza». Il gesto delle corone di fiori in mare. La decisione di accompagnare a Roma con l’aereo papale tre famiglie di rifugiati dalla Siria, 12 persone in tutto, di cui 6 minori

Nel corso dell’incontro al porto di Mytilene con la cittadinanza e la comunità cattolica per fare memoria delle vittime delle migrazioni, Papa Francesco ha recitato, dopo l’arcivescovo Ieronymos e il patriarca Bartolomeo I, una preghiera di cui pubblichiamo il testo integrale. Al termine, i tre leader religiosi hanno gettato tre corone di fiori in mare.

Un incontro con il direttore nazionale Migrantes, monsignor Giancarlo Perego, su «Migrazione dei popoli, integrazione ed accoglienza». Lo organizza domani, 15 aprile, alle 17.30 presso il Seminario vescovile a Massa, la diocesi di Massa Carrara-Pontremoli, nell’ambito delle attività della Scuola diocesana di formazione all’impegno socio-politico.

Venerdì 4 e sabato 5 marzo torna a Livorno «Medì», la rassegna promossa dalla Comunità di Sant’Egidio per lo sviluppo delle relazioni tra le città del Mediterraneo. I lavori si svolgeranno al Teatro La Goldonetta, con inizio venerdì alle 16.30, con la prima tavola rotonda dedicata a prospettive e opportunità di cambiamento.