Migrazioni

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«Mai più morte e sfruttamento!». il forte monito lanciato dal Papa nella Messa a Ciudad Juarez, a soli 80 metri dal confine con gli Usa, davanti a centinaia di migliaia di persone. Guardando la rete anti-immigrati che separa i due Stati, speranza per migliaia di uomini e donne, ha parlato delle crisi umanitarie che costringono a lasciare la propria patria, ha parlato del traffico di esseri umani e dei vuoti di legalità che fanno dei «giovani carne da macello» (discorso integrale).

Settemila migranti di almeno 30 nazionalità, con le loro bandiere agitate sotto la finestra del Papa in Piazza San Pietro, quasi un saluto alla loro terra lasciata perché impossibile restarci e sopravvivere. Il dopo Angelus è stato scaldato dall’affetto manifestato da Francesco ai tanti immigrati che hanno voluto dare corpo con la loro presenza – nel contesto dell’Anno Santo – al Giubileo dei Migranti, celebrato in coincidenza con la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato. Presente tra la folla anche la Croce di Lampedusa, realizzata con il legno dei barconi e benedetta dal Papa durante la sua visita sull'isola nel 2013. 

Dal 1991, in Italia, ogni edizione vede coinvolta particolarmente una regione ecclesiastica per sostenere e valorizzare le attività a favore del mondo della mobilità: emigrati italiani, immigrati e rifugiati, rom e sinti, fieranti e circensi. Quest’anno la regione scelta dalla Commissione episcopale per le migrazioni della Cei e dalla Fondazione Migrantes è il Lazio.

Si sta lavorando alla convenzione che permetterà di impiegare i profughi accolti in Toscana nelle attività svolte dai consorzi di bonifica. Un lavoro, su base volontaria, che sarà preceduto da un breve corso di formazione e li vedrà impegnati in piccoli interventi aggiuntivi e diversi da quelli già svolti dal personale interno o dalle ditte che lavorano per i consorzi. In Regione si pensa anche ad un possibile coinvolgimento dei rifugiati nella cura dei parchi regionali.

Una proposta per accogliere i bambini immigrati senza famiglia. Ad avanzarla è il Forum delle associazioni familiari, accogliendo l’invito di Papa Francesco all’accoglienza di immigrati e profughi e sottolineando che si tratta di «un’emergenza nell’emergenza». Il Forum ha preparato un documento che, a partire dal Piano nazionale del 2014, contiene proposte «dal sapore della famiglia». 

Una quindicina di famiglie si erano già fatte avanti, prima che la Regione istituisse ieri un numero di telefono dedicato all'accoglienza in case private. Ma oggi in oltre cento hanno telefonato o provato a contattare la Regione; e una quarantina hanno dato immediata disponibilità pronte ad accogliere in casa uno, due migranti o anche un'intera famiglia. Disponibili a farlo anche senza contributi, in maniera disinteressata.