Militari

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Attacco ieri in Iraq contro militari italiani, 5 feriti gravi il bilancio. La solidarietà delle Istituzioni e dell'Ordinariato militare. L'impegno dei nostri militari a favore «della custodia della persona umana e della pace, a volte pagato con la vita o con gravi ferite e mutilazioni, contribuisca - scrive mons. Marcianò - a sostituire il clima di terrore e odio violento con la logica del rispetto e della carità fraterna». L'attentato ricorda quello accaduto il 12 novembre 2003, a Nassiriya che fece 28 morti, dei quali 19 italiani e nove iracheni.

«Solo nell'ultimo anno sono stati infatti demoliti 602 edifici e rimosse oltre 150.500 tonnellate di macerie». Lo annuncia in una nota l'Esercito a due anni dalla prima scossa sismica che, il 24 agosto 2016, ha provocato vittime e ingenti danni ad abitazioni e infrastrutture in diversi paesi del Centro Italia, tra i quali Amatrice, Accumoli e Arquata del Tronto.

«Ai familiari del maresciallo Fazio va il mio sentimento di vicinanza e quello di tutto il personale della Difesa. Esprimo la mia solidarietà alla Marina Militare». Questo il messaggio del ministro della Difesa, Roberta Pinotti, a seguito del tragico incidente aereo avvenuto nella notte nel mar Mediterraneo, dove ha perso la vita il Capo di 1^ classe Andrea Fazio, specialista di elicotteri della Marina Militare, impegnato nell’operazione «Mare Sicuro».

«Quello che disturba è che l'Italia sia praticamente telecomandata dalla Francia. Sembra che vengano in Niger per difendere gli interessi francesi, legati all'uranio». A parlare al Sir dalla capitale Niamey è padre Vito Girotto, della Società missioni africane. Tutti i missionari italiani in Niger concordano sulla contrarietà alla missione militare italiana.

«Pare che verrà ridotto il numero dei militari in Iraq per mandarli in Libia e Niger. Da un’avventura all’altra. Credo sia una scelta folle e insensata. E riapriremo il Parlamento, appena sciolto, per un’altra guerra». Lo afferma don Renato Sacco, coordinatore nazionale di Pax Christi, in un’intervista pubblicata oggi da «Avvenire».

Dieci rose poggiate su alcune delle quasi 8mila tombe del cimitero militare americano di Nettuno e una breve preghiera di raccoglimento, poi il Papa ha celebrato la messa, in occasione del 2 novembre commemorazione dei defunti, per ricordare i tanti giovani uccisi durante la Seconda Guerra Mondiale. “Migliaia di speranze rotte”: ha detto Francesco nell’omelia a braccio. “Non più la guerra – ha aggiunto – non più questa strage inutile” in un mondo che continua ad essere in conflitto, “in guerra si perde tutto, si distrugge se stessi”.