Militari

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«In questi tempi travagliati è essenziale ricordare che la pace è un dono che gli uomini non devono mai smettere di chiedere» a Dio. Lo scrive  Francesco, in un messaggio rivolto a quanti parteciperanno al 59° pellegrinaggio militare internazionale dei cappellani militari cattolici, che si svolgerà dal 19 al 21 maggio a Lourdes, sul tema: «Dona a noi la pace».

Ieri mattina, presso il Santuario della Santissima Annunziata, si è tenuta la  Celebrazione Pasquale della Chiesa militare interforze officiata dal cardinale Giuseppe Betori arcivescovo di Firenze. Un momento significativo di raccoglimento e preghiera con i rappresentanti di Forze Armate e Corpi Armati dello Stato.

Alcuni dubbi, e qualche certezza, dopo le rivelazioni di Wikileaks a proposito dello spionaggio elettronico messo in atto dai servizi segreti americani.

Nessuna pensione da 4mila euro al mese come ex militare per il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della Conferenza episcopale italiana. In un articolo pubblicato ieri da «Il Giornale», a firma di Fabio Marchese Ragona, viene fatta chiarezza sulla presunta pensione d’oro del cardinale, fatto già smentito venerdì scorso (27 maggio) dalla segreteria generale della Cei con una nota.

Al termine dell'udienza generale il Papa ha salutato i militari pesenti per il loro Giubileo: “Le forze dell’ordine – militari e polizia – hanno per missione di garantire un ambiente sicuro, affinché ogni cittadino possa vivere in pace e serenità. Nelle vostre famiglie, nei vari ambiti in cui operate, siate strumenti di riconciliazione, costruttori di ponti e seminatori di pace. Siete infatti chiamati non solo a prevenire, gestire, o porre fine ai conflitti, ma anche a contribuire alla costruzione di un ordine fondato sulla verità, sulla giustizia, sull’amore e sulla libertà, secondo la definizione di pace di San Giovanni XXIII nell’Enciclica Pacem in terris. L’affermazione della pace non è impresa facile, soprattutto a causa della guerra, che inaridisce i cuori e accresce violenza e odio. 

Campano di nascita, ma pistoiese di adozione, catturato in Grecia dopo l’8 settembre, annotò in oltre mille fogli la vita quotidiana nei campi di detenzione in Germania e Polonia. Ritrovati dai suoi nipoti, sono stati pubblicati in un volume.

«Fare una guerra in Libia adesso sarebbe un gravissimo e imperdonabile errore che porterebbe ricadute devastanti per il nostro Paese, sia per la sicurezza dei cittadini sia per le conseguenze su una ripresa economica ancora assai timida e debole – dichiara in una nota Carlo Costalli, presidente del Movimento cristiano lavoratori (Mcl) – La guerra non è mai la soluzione: dietro di sé lascia solo odio, miseria e barriere ancora più alte fra i popoli. Non scherziamo, quindi, sulla parola guerra!».