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Nel corso del 2017 i conflitti nel mondo sono stati 378, tra cui la maggioranza dimenticati. Di questi, 20 sono guerre ad elevata intensità che coinvolgono 15 Paesi. Negli ultimi anni si è però verificato un decremento del 7,6% dei conflitti: erano 409 nel 2014. È quanto emerge dalla sesta edizione del rapporto di Caritas Italiana sui conflitti dimenticati nel mondo, pubblicata dal Mulino, con la collaborazione di Famiglia Cristiana, Avvenire e ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca (Miur).

La plenaria del Parlamento europeo ha approvato un documento che mette in luce l'esportazione di armamenti di vario genere in regioni del pianeta già segnate da conflitti, instabilità e povertà. L'Europa è dietro solo gli Usa come fornitore di armi. Tra gli acquirenti anche il terrorismo internazionale e Paesi in guerra. Richieste sanzioni.

Ricevendo in udienza 80 scienziati di diversi Paesi e fedi religiose, membri della Pontificia Accademia delle scienze, Papa Francesco ha auspicato che la ricerca scientifica «possa giovare a tutti, al fine che i popoli della terra ne siano sfamati, dissetati, sanati e formati». Appello per promuovere il disarmo nucleare.

Nel giorno del giudizio della commissione Ue sulla manovra il missionario comboniano, parlando all'agenzia Dire, chiede al governo Conte di fare quello che i 5stelle promettevano in campagna elettorale: spendere 25 miliardi in meno ogni anno per acquistare gli F35 e altri armamenti e non aggravare il deficit del Paese. Alla Lega chiede invece di sostenere la proposta di legge per la pubblicizzazione del servizio idrico.

«Dite che il mondo è in guerra»: nasce da questo invito di Papa Francesco, il 6 maggio 2017, durante l'udienza alle Scuole per la pace, la risposta corale che scandirà i passi dell'edizione 2018 della Marcia Perugi-Assisi della pace e della fraternità che quest'anno si svolgerà domenica 7 ottobre.

Un appello «a tutti i leader e alle nazioni affinché lavorino verso gli obiettivi comuni di promuovere la non proliferazione e il disarmo nucleare, lo sviluppo e l'uso pacifico delle tecnologie nucleari e lo sviluppo umano integrale, specialmente nei Paesi più poveri». A lanciarlo è mons. Paul Richard Gallagher, segretario per i Rapporti con gli Stati, intervenuto oggi a Vienna alla 62ma Conferenza internazionale dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea).