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Un appello «a tutti i leader e alle nazioni affinché lavorino verso gli obiettivi comuni di promuovere la non proliferazione e il disarmo nucleare, lo sviluppo e l'uso pacifico delle tecnologie nucleari e lo sviluppo umano integrale, specialmente nei Paesi più poveri». A lanciarlo è mons. Paul Richard Gallagher, segretario per i Rapporti con gli Stati, intervenuto oggi a Vienna alla 62ma Conferenza internazionale dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea).

«Se interveniamo sulla legittima difesa nei termini di cui stiamo leggendo in questi giorni rischiamo di legittimare i reati più gravi persino l'omicidio». Lo ha detto il presidente dell'Associazione nazionale dei magistrati, Francesco Minisci, in un'intervista a InBlu Radio, il network delle radio della Cei, in merito alla riforma sulla legittima difesa. 

«I Paesi europei dovrebbero non solo aumentare le spese per la difesa, che sono effettivamente basse, ma fare investimenti insieme in capacità militari ed equipaggiamenti per intervenire anche laddove gli Usa non fossero interessati». Ne è convinto Alessandro Marrone, responsabile del programma «Difesa» dello Iai (Istituto affari internazionali), a conclusione del vertice Nato a Bruxelles: «Date le premesse, si è raggiunto tutto sommato un risultato positivo».

(Bruxelles) «Sarà un Summit particolarmente importante perché siamo confrontati con sfide e minacce senza precedenti e perché ci sono differenze e disaccordi tra gli alleati». Così il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg, in una dichiarazione alla stampa, prima del Summit a Bruxelles ha spiegato la posta in gioco, dicendosi «fiducioso che nonostante discussioni e disaccordi, prenderemo decisioni». 

12 proposte per chiedere alla comunità internazionale - «invece di spendere somme enormi in guerre e armi» - di investire le risorse in politiche «che promuovano approcci non violenti già sperimentati, che producono l'effettiva riduzione della violenza e dei conflitti»: sono contenute nel documento (qui il testo integrale in inglese del «position paper») reso noto oggi da Pax Christi international, fondato sul Messaggio di Papa Francesco per la Giornata mondiale della pace 2018.

(Strasburgo) «Porre termine al più presto all'escalation di guerra», perseguire una «soluzione politica», facilitare l'impegno umanitario a favore della popolazione civile. Sono i punti affrontati da Federica Mogherini, Alto rappresentante dell'Unione europea per la politica estera, a proposito della crisi siriana.

«Non può esserci alcuna soluzione militare al conflitto in Siria. Una pace giusta e sostenibile per tutti i siriani può essere determinata solo con una soluzione politica». È la posizione del Consiglio mondiale delle Chiese, espressa in una dichiarazione firmata dal suo segretario generale Olav Fykse Tveit, in cui si deplora che «atrocità siano ancora perpetrate contro i civili».

«Le guerre che si stanno combattendo in Siria e in Medio Oriente minacciano di estendersi e di gettare il mondo nel caos più profondo. Il giorno dopo» l'attacco in Siria da parte di missili americani, inglesi e francesi «molti minimizzano: ‘È stato solo un atto dimostrativo!'. Così la guerra e gli orrori possono continuare e noi possiamo ritornare ad occuparci delle nostre faccende quotidiane». A denunciarlo è Flavio Lotti, coordinatore della Tavola della pace.