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Un appello ad agire a 360° per scongiurare che il mondo cada nel baratro della paura, della sfiducia e dell'indifferenza per le sorti del pianeta. E' il messaggio del Papa per la Giornata mondiale della pace, che si celebra il 1° gennaio. «Non possiamo pretendere di mantenere la stabilità del mondo attraverso la paura dell'annientamento».

Nella consueta conferenza stampa del Papa sull'aereo che lo riportava a Roma dopo la visita a Thailandia e Giappone, si è parlato del pericolo nucleare, degli armamenti,del possibili viaggio in Cina, di un'enciclica sul tema della pace, ma anche degli scandali finanziari in Vaticano e di come viene amministrato l'Obolo di San Pietro. Ecco la trascrizione completa.

(Bruxelles) Cessazione immediata delle azioni militari nel nord della Siria; ricerca di una soluzione politica al conflitto; avanti con l'embargo di armi. I ministri degli esteri dell'Unione europea, riuniti a Lussemburgo, hanno emesso una posizione comune sulla Turchia che usa il metodo del bastone e della carota. Il Consiglio Ue anzitutto «esorta nuovamente la Turchia a cessare la sua azione militare unilaterale nella Siria nordorientale e a ritirare le sue forze».

«Esprimiamo soddisfazione per una decisione che avrebbe dovuto essere presa e che avevamo sollecitato da tempo». Così il  Coordinamento della società civile italiana che dal 2015 chiede la fine delle forniture di bombe usate per colpire la popolazione dello Yemen commenta la notizia diffusa dall'azienda Rwm Italia: ha reso nota ai propri lavoratori la sospensione per 18 mesi delle esportazioni ad Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti nel rispetto della «volontà politica del parlamento e del governo».

Una simbolica «pioggia di bombe» davanti al Parlamento italiano per tenere alta l'attenzione sullo Yemen, funestato da quella che oggi rappresenta la più grave crisi umanitaria al mondo. Questo il senso del flash mob svoltosi in mattinata a piazza Montecitorio per chiedere lo stop alle esportazioni di armi italiane utilizzate nel conflitto armato in Yemen.

Ricevendo i delegati della Roaco, Riunione delle Opere per l’Aiuto alle Chiese Orientali, Papa Francesco esorta ad ascoltare il grido di chi è stato derubato della speranza e ad aumentare l’impegno nei confronti dei giovani desiderosi di un futuro di pace: «gridano le persone in fuga ammassate sulle navi, in cerca di speranza, non sapendo quali porti potranno accoglierli».

Papa Francesco ha ricevuto in udienza nella Sala Clementina in Vaticano la Plenaria della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali, una cinquantina di esperti di tutto il mondo, riunita dal 1 al 3 maggio per riflettere su un tema di grande attualità: «Nazione, Stato; Stato Nazione». Per il Papa «sembra aprirsi una nuova stagione di confronto nucleare inquietante».