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«Interrompere l’esportazione da parte dell’Italia di sistemi militari ai Paesi implicati nel conflitto yemenita»: la richiesta, alla vigilia della discussione finale e voto delle mozioni presentate alla Camera sulla situazione dello Yemen, arriva con una nota congiunta da Amnesty International, Fondazione Finanza etica, Movimento dei Focolari Oxfam Italia, Rete della Pace, Rete italiana per il disarmo.

«Questa votazione molto importante è un passo nuovo nella ricerca della pace». Così mons. Silvano Maria Tomasi, segretario delegato del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale, commenta a Radio Vaticana l’adozione, da parte delle Nazioni Unite, di un trattato che proibisce l’uso delle armi nucleari, fino ad ora le uniche armi di distruzione di massa senza un apposito documento che le vieti.

«La natura indiscriminata e sproporzionata delle armi nucleari obbliga il mondo a muoversi oltre la deterrenza nucleare. Invitiamo gli Stati Uniti e le nazioni europee a lavorare con altre nazioni per tracciare una strategia credibile, verificabile e applicabile per la totale eliminazione di armi nucleari». La richiesta è contenuta in una dichiarazione dell’arcivescovo Jean-Claude Hollerich, presidente di «Justita et Pax» Europa, e dal vescovo Oscar Cantú, presidente del Comitato dei vescovi americani per la pace e la giustizia internazionale.

Gli armamenti, soprattutto quelli nucleari, sono sempre un pericolo per la pace. Il presidente dei vescovi coreani mons. Igino Kim Hee-jung, parla dei lanci missilistici che partono dalla Corea del Nord e in questa intervista al Sir lancia un messaggio di pace: «In qualsiasi situazione, noi non dobbiamo mai abbandonare il dialogo tra Nord e Sud». Il vescovo è appena ritornato da Roma dove ha incontrato il cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin e Papa Francesco

A viso aperto e senza giri di parole, Papa Francesco ha risposto a braccio alle domande dei ragazzi che hanno animato l’incontro “Beati gli artigiani di pace” al quale hanno preso parte circa settemila studenti provenienti da ogni parte di Italia. Il Pontefice, in Aula Paolo VI, ha denunciato la crescita di una cultura della distruzione, la presenza della crudeltà anche in tv dove si è mostrata pure la morte violenta dei bambini. Ha poi confessato ai giovani delle “Scuole di pace” di essersi vergognato quando, riferendosi al potente ordigno lanciato sull'Afghanistan, l’hanno chiamata “la madre di tutte le bombe”. 

Vincere la cultura della distruzione che chiama «madre» una bomba e mostra in tv solo il male per l’audience. L’ha detto Papa Francesco in un appassionato dialogo con 7 mila studenti partecipanti all'Incontro promosso dal Coordinamento Nazionale Enti Locali per la pace e i diritti umani, ricevuti stamani in Aula Paolo VI. Il Pontefice ha nuovamente denunciato la piaga del «lavoro nero» ed ha esortato tutti a fare di più per la difesa dell'ambiente.