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«Nelle complesse e talvolta drammatiche vicende dei popoli, il Signore Risorto guidi i passi di chi cerca la giustizia e la pace; e doni ai responsabili delle Nazioni il coraggio di evitare il dilagare dei conflitti e di fermare il traffico delle armi». Lo ha detto il Papa durante nel messaggio pasquale e benedizione «Urbi et Orbi» dalla loggia centrale della Basilica Vaticana, rivolgendosi ai presenti in Piazza San Pietro. 

«È un momento di smarrimento e di fortissima preoccupazione per ciò che ci può riservare il presente, già tragico, e il futuro. Qui non si tratta di crimini di guerra: la guerra è un crimine in sé». Lo ribadisce oggi al Sir don Renato Sacco, coordinatore nazionale di Pax Christi, commentando l’impiego di 59 missili Usa contro una base area in Siria, dopo l’attacco con armi chimiche nella provincia di Idlib.

Una giornata di digiuno e preghiera per la Siria da celebrare in tutte le Caritas diocesane e i gruppi locali di Pax Christi mercoledì 12 aprile: a dare notizia al Sir sono Caritas italiana e Pax Christi Italia, che condannano oggi la strage a Idlib in Siria, mentre «istituzioni internazionali e governi continuano in sterili negoziati, discussioni inutili e rimpalli di responsabilità». 

Numerose vittime dell’attacco di Khan Sheikhoun sono state portate all’ospedale di Bab Al Hawa, situato 100 km a nord, vicino al confine con la Turchia. Otto pazienti hanno mostrato sintomi coerenti con l’esposizione ad agenti neurotossici come il gas sarin o composti simili: pupille contratte, spasmi muscolari, defecazione involontaria.

Da gennaio 2010 a marzo 2015 sono state sequestrate nei 28 Paesi dell’Unione europea 19.246 armi illecite, di cui il 34% pistole e il 27% fucili. Le principali rotte del commercio illegale di armi partono dagli Stati dell’ex Unione sovietica ed ex Jugoslavia ed arrivano principalmente in Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Paesi Bassi, Spagna, Regno Unito e Paesi scandinavi.