Minori

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«Una piaga», «una vera schiavitù». Con queste parole il Papa, durante l'udienza generale in piazza San Pietro, ha definito oggi il lavoro minorile, riferendosi alla Giornata che si celebra oggi in tutto il mondo, con un riferimento particolare allo sfruttamento dei bambini nel lavoro domestico. Prima dei saluti ai fedeli di lingua italiana, Papa Francesco ha parlato di lavoro minorile come di «un deprecabile fenomeno in costante aumento, specialmente nei Paesi poveri».

In Italia la piaga del lavoro minorile coinvolge circa 260mila minori sotto i 16 anni: più di 1 su 20, il 5,2% della fascia 7-15 anni. A denunciarlo è «Game over», indagine realizzata dalle associazioni Save the children e Bruno Trentin, presentata oggi a Roma, alla vigilia della Giornata contro il lavoro minorile che ricorre domani.

Il sistema Toscana per i minori «regge, è ben strutturato e la nostra regione non è terra di sbarco. Ma è ormai assodato che la povertà delle famiglie è direttamente proporzionale al numero dei figli. Sarà quindi necessario vedere l’impatto della crisi tra due, tre anni». Lo ha detto il Garante toscano per l’infanzia e l’adolescenza, Grazia Sestini, illustrando la relazione sull’attività svolta dal suo ufficio, istituito alla fine del 2011.

Presentato oggi a Bruxelles il Rapporto della Commissione interdiocesana per la protezione dei minori: «Chiudere gli occhi e far finta che nulla di grave sia successo, è negare l'ingiustizia». Occorre prevenire il suo ripetersi e riparare. Nel 2012 presentate complessivamente 872 denunce, delle quali 307 dai punti di ascolto istituiti dalla Chiesa presso le diocesi e le Congregazioni religiose. C'è comunque da notare che l'84% dei fatti denunciati ha avuto luogo in un arco di tempo lontano.

Un'indagine conoscitiva sui modelli di gestione in Toscana dell'educazione per i bambini di età compresa tra 0 e 6 anni, nella quale si mette anche a confronto la realtà toscana con quella di altre esperienze regionali. è quanto proposto dalla commissione Cultura, presieduta da Nicola Danti (Pd) all'Ufficio di presidenza del Consiglio regionale, che dovrà approvare o meno la possibilità di farla svolgere alla commissione.