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L’Unicef ha stimato che il primo giorno dell’anno sono nati in tutto il mondo 392.078 bambini.  Questo numero include circa 1.210 bambini nati in Italia. A livello globale, si stima che oltre la metà di queste nascite è avvenuta in otto Paesi: India con 67.385 nuovi nati, Cina con 46.299, Nigeria con 26.039, Pakistan con 16.787, Indonesia con 13.020, Stati Uniti con 10.452, Repubblica Democratica del Congo con 10.247 ed Etiopia con 8.493.

Il 2019 conclude un “decennio letale” per i bambini in zone di conflitto, con oltre 170.000 violazioni gravi verificate dal 2010, una media di oltre 45 violazioni gravi al giorno. Lo denuncia l’Unicef in una nota diffusa oggi nella quale si legge, inoltre, che il numero di Paesi in conflitto è il più alto dall’adozione della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza nel 1989.

A metà 2018, nei Paesi del G7 il top-10% possedeva oltre la metà della ricchezza nazionale, la metà più povera della popolazione non più del 10%. Per raggiungere il reddito medio nei loro Paesi ai giovani delle famiglie meno abbienti potrebbero servire oggi più di 150 anni. Lo rileva l’Oxfam alla vigilia del vertice di Biarritz (24-26 agosto) dei capi di Stato e di Governo del G7. 

Trent'anni veniva abbattuto il Muro di Berlino, icona delle divisioni e delle guerre. Purtroppo caduto quello ne sono arrivati una cinquantina come epilogo e surrogato delle guerre che non portano a nessuna pace, come trincee temporaneamente spente, ma da cui ci si guarda ancora in cagnesco. Sono muri che dividono non solo territori, ma popoli. Ma la maggior parte dei muri più recenti e più numerosi sono muri costruiti contro un presunto nemico disarmato, cioè contro i migranti. 

Papa Francesco ha ricevuto in udienza nella Sala Clementina in Vaticano la Plenaria della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali, una cinquantina di esperti di tutto il mondo, riunita dal 1 al 3 maggio per riflettere su un tema di grande attualità: «Nazione, Stato; Stato Nazione». Per il Papa «sembra aprirsi una nuova stagione di confronto nucleare inquietante».

Nel messaggio pasquale e la benedizione «Urbi et Orbi» dalla loggia centrale della Basilica Vaticana, Papa Francesco ha passato in rassegna le situazioni di crisi nel mondo: dal Medio Oriente ai Paesi africani, dagli Stati del continente americano che vivono difficili situazioni politiche ed economiche al proliferare delle armi, senza dimenticare i poveri e gli emarginati.

«Le risposte sono ciò che auspico possa emergere in questa Conferenza: risposte concrete al grido della terra e al grido dei poveri». Lo ha chiesto Papa Francesco incontrando questa mattina i partecipanti alla Conferenza Internazionale «Religions and the Sustainable Development Goals (SDGs): Listening to the cry of the earth and of the poor», promossa dal Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale e dal Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso, dal 7 al 9 marzo. 

Nel mondo oltre 1 persona su 4 non ha accesso fonti d'acqua sicure - sono più di 2 miliardi di persone - mentre più di 1 su 3 sopravvive senza servizi igienico sanitari di base. Una crescente emergenza globale che causa ogni anno la morte di oltre 840 mila persone costrette a bere e lavarsi con acqua sporca o contaminata. Tra le vittime ci sono 1.000 bambini al giorno sotto i cinque anni. Lo ricorda oggi Oxfam, in un nuovo report diffuso oggi in occasione del lancio della campagna di raccolta fondi «Acqua che salva la vita».