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“La violenza distrugge, la violenza non costruisce, e lo vediamo nelle dittature militari e non militari nel corso della storia. Abbiamo bisogno della profezia della non-violenza, è molto più facile dare uno schiaffo quando si riceve uno schiaffo, invece di porgere l’altra guancia”. Lo ha detto ieri sera il Papa, dialogando virtualmente a braccio con gli studenti universitari del Nord, Centro e Sud America.

Il racconto degli scontri e dei bombardamenti vissuti dalla stazione centrale della metropolitana di Kiev diventata un rifugio anti-aereo. La città è completamente vuota. La stragrande maggioranza si è diretta verso la parte occidentale del Paese, a Leopoli. “Tutta la vita di un Paese sembra andare in fumo”, racconta il gesuita Andriy Zelinskyy. Molto criticata la decisione di non escludere, per il momento, la Russia dal sistema di pagamenti internazionale Swift

Aldo Ferrari, esperto Ispi: “Le guerre si scatenano perché si pensa di poterle vincere o perché fatto il conto dei danni e dei guadagni vale la pena farle. Razionalmente sia per la Russia che per l’Occidente, questa condizione non c’è. Però nella storia esiste anche la dimensione dell’irrazionale e il discorso ieri sera di Putin era un discorso preoccupante. L’ho seguito in russo e ho potuto notare quanto il tono del linguaggio fosse rigido, gelido come di qualcuno che avesse una rabbia trattenuta. Iniziare a parlare rivendicando che l’Ucraina è parte della Russia, è un atteggiamento che non lascia preludere buone notizie”.