Africa

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“Lo scenario post-Covid in Africa è inquietante e bisogna diffidare della carità pelosa dei G20, che hanno deciso di sospendere il debito nei confronti dei Paesi africani per un anno. Così non si risolve il problema ma lo si estende alle prossime generazioni”. Questo sarà l’impatto della pandemia in Africa secondo il missionario comboniano padre Giulio Albanese, intervenuto oggi al webinar organizzato da Caritas italiana.

“Un immediato ed efficace pacchetto di stimolo economico da parte dei Paesi ricchi, che metta in condizione le economie e i sistemi sanitari più fragili del pianeta di resistere alla pandemia da coronavirus”. È quanto chiede oggi Oxfam, ricordando che se contagiata, “solo meno della metà della popolazione mondiale avrebbe accesso a cure di base, mentre 880 milioni di persone che vivono in baraccopoli nei Paesi poveri non potrebbero mantenere fisicamente norme di distanziamento”. 

Formazione e informazione rivolta ai giovani e adolescenti è il tema del 6 febbraio, Giornata Internazionale contro le mutilazioni genitali femminili. In quest’ottica è stato organizzato a Firenze un evento di riflessione e confronto multidisciplinare che metta in luce, e quindi diffonda, il lavoro svolto sul territorio per la prevenzione, la cura, la formazione e la sensibilizzazione.

«Papa Francesco ci dice che la periferia è il luogo migliore per vedere il mondo. In questo senso il Cuamm ci offre uno sguardo prezioso che oltre a fare del bene all’Africa lo fa anche noi». Lo ha affermato il card. Giuseppe Betori, arcivescovo di Firenze, aprendo l’annuale meeting di Medici con l’Africa Cuamm nel capoluogo toscano. L'intervento del card. Bassetti.

I ricongiungimenti familiari tramite i corridoi umanitari sono stati possibili oggi grazie alla prima tornata del secondo Protocollo d'intesa con lo Stato italiano, firmato il 3 maggio dalla Cei (che agisce tramite Caritas italiana e Fondazione Migrantes) e dalla Comunità di Sant'Egidio, che prevede l'arrivo di 600 persone nei prossimi due anni. Tra le 51 persone atterrate oggi a Fiumicino (8 somali, 2 sudanesi e 41 eritrei) anche 14 bambini.

Ha ventiquattro anni e dopo varie e tristi peripezie, passate anche attraverso il carcere in Libia, adesso abita serenamente a Castelnuovo Garfagnana dove lavora in una pasticceria a due passi dal Duomo. È lui uno degli esempi di questa domenica 29 settembre che la Chiesa mondiale dedica ai migranti e ai rifugiati