Africa

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«Papa Francesco ci dice che la periferia è il luogo migliore per vedere il mondo. In questo senso il Cuamm ci offre uno sguardo prezioso che oltre a fare del bene all’Africa lo fa anche noi». Lo ha affermato il card. Giuseppe Betori, arcivescovo di Firenze, aprendo l’annuale meeting di Medici con l’Africa Cuamm nel capoluogo toscano. L'intervento del card. Bassetti.

I ricongiungimenti familiari tramite i corridoi umanitari sono stati possibili oggi grazie alla prima tornata del secondo Protocollo d'intesa con lo Stato italiano, firmato il 3 maggio dalla Cei (che agisce tramite Caritas italiana e Fondazione Migrantes) e dalla Comunità di Sant'Egidio, che prevede l'arrivo di 600 persone nei prossimi due anni. Tra le 51 persone atterrate oggi a Fiumicino (8 somali, 2 sudanesi e 41 eritrei) anche 14 bambini.

Ha ventiquattro anni e dopo varie e tristi peripezie, passate anche attraverso il carcere in Libia, adesso abita serenamente a Castelnuovo Garfagnana dove lavora in una pasticceria a due passi dal Duomo. È lui uno degli esempi di questa domenica 29 settembre che la Chiesa mondiale dedica ai migranti e ai rifugiati

«La gente del Madagascar attendeva parole di speranza: spero che questo viaggio del Papa sia servito a risvegliare le coscienze». Don Bruno Randriantsoa è parroco a Montemignaio, in Casentino: una piccola parrocchia di montagna in diocesi di Fiesole. Ma la sua terra d’origine è in quel lembo d’Africa che Papa Francesco ha visitato nei giorni scorsi. Un viaggio che oltre al Madagascar ha toccato Mozambico e isole Mauritius: terre segnate da guerre, povertà, carestie.

La pace, l'incontro con le comunità cristiane, la riconciliazione e il Creato: sono alcuni dei temi chiave sottolineati da Matteo Bruni, direttore della Sala Stampa Vaticana, nel consueto briefing con i giornalisti prima della partenza per il 31° viaggio apostolico del Papa, fissata per mercoledì. Tre i Paesi che saranno visitati dal Pontefice fino al 10 settembre: Mozambico, Madagascar e Maurizio.

Silvia De Lucia è una ragazza di Certaldo che ama i viaggi e il volontariato, ed è particolarmente felice quando può unire queste due passioni. In questi giorni è in Africa per fare servizio alla Scuola Alfa fondata da un frate farncescano in Tanzania. Le abbiamo chiesto di raccontare la sua esperienza.

Sono ancora 820 milioni le persone che soffrono la fame nel mondo, pari all'11% della popolazione (dati riferiti al 2018). Dopo decenni di miglioramento, dal 2015 il trend positivo si è invertito. Anche se rimane stabile a livello globale, il numero assoluto è in continuo, lieve peggioramento. La fame continua a crescere soprattutto in Africa e, in misura minore, in America Latina e Asia occidentale.