Africa

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È l’orgoglio ad alimentare guerre e violenze. Ad esso il cristiano deve contrapporre il «coraggio umile» del perdono e della pace. Questo il messaggio di Pasqua di Papa Francesco che dalla Loggia centrale della Basilica Vaticana ha impartito la tradizionale benedizione «Urbi et Orbi» (testo integrale).

L’antidoto più efficace contro ogni forma di violenza è l’educazione alla scoperta e all’accettazione delle differenze. E’ la riflessione contenuta nel discorso di Papa Francesco ai vescovi della Conferenza Episcopale Regionale del Nord Africa, ricevuti in Vaticano in occasione della loro Visita A d Limina Apostolorum. Pensando alle tante difficoltà che incontrano i discepoli di Cristo nella regione, non di rado in contesti di violenza e intolleranza, il Pontefice ha espresso soddisfazione per l’impegno della Chiesa e per la testimonianza al Vangelo che rendono i suoi membri, ribadendo l’importanza del dialogo interreligioso.

«Desidero in particolare salutare il coraggio, la lealtà e la perseveranza dei vescovi della Libia, ed anche dei sacerdoti, delle persone consacrate e dei laici che rimangono nel paese, nonostante i molti pericoli. Sono autentici testimoni del Vangelo». Ha esordito così Papa Francesco, ricevendo questa mattina in udienza in Vaticano i membri della Conferenza episcopale regionale del Nord Africa (Cerna), in visita ad limina, accompagnati da monsignor Vincent Landel, arcivescovo di Rabat e presidente dell'organismo.

Il Simposio delle conferenze episcopali di Africa e Madagascar deve continuare ad essere “un’esperienza viva di comunione e servizio, specialmente ai più poveri”, e un luogo di promozione della legalità, per risanare “le piaghe della corruzione e del fatalismo e favorire l’impegno dei cristiani per il bene comune”. Lo ha ricordato Papa Francesco ai venti vescovi africani membri del Secam, ricevuti nella sala del Concistoro. 

Per dare risposte comuni alle nuove sfide del Continente, ha sottolineato il Pontefice, i pastori devono rimanere liberi da ogni preoccupazione mondana e politica e mantenere strutture pastorali sobrie, senza grandi strutture burocratiche che rischiano di tenere la Chiesa lontana dalla gente.