Africa

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Parlando di solidarietà si rischia spesso e volentieri la retorica, si rischia di riempirsi la bocca con belle parole, limitandosi solo a quelle. C’è invece chi si muove in maniera diversa e concreta. E’ il caso del Progetto Agata Smeralda, che da oltre 20 anni opera nel sud del mondo, in quelle realtà dove non è garantita la dignità umana, soprattutto ai bambini.

«Un Piano Marshall per un impegno economico che sostenga la ripresa dei Paesi africani messi in ginocchio dall'Ebola e la convocazione di una conferenza internazionale». E' l'appello lanciato oggi da Oxfam che, riportando le condizioni socio-economiche preoccupanti della Liberia, Sierra Leone e Guinea, ha sottolineato l'urgenza di «garantire aiuti immediati a milioni di famiglie colpite dalla crisi e dalla disoccupazione, garantendo il funzionamento delle strutture sanitarie e l'erogazione di beni e servizi essenziali come salute, istruzione e acqua potabile».

Al summit sul clima organizzato a Lima, in Perù, dalle Nazioni Unite, forte l’eco delle contraddizioni di un Continente sempre in bilico. Il vescovo di Umtata (Sudafrica), Sithembele Anton Sipuka: «I poveri inquinano perché vivono in situazioni soffocanti e sovrautilizzano le risorse perché hanno bisogno di sopravvivere». Difficile innescare lo sviluppo senza inquinare

Era diventato un simbolo della tragedia di Ebola, ora può tornare ad essere un segno di speranza. L'ospedale Saint Joseph di Monrovia, capitale della Liberia, riapre: lo ha annunciato l'organizzazione statunitense Catholic Relief Services (parte della rete di Caritas Internationalis), che ha contribuito a far ripartire i servizi della struttura.

Vi incoraggio a perseverare nella reciproca accoglienza, senza scoraggiarsi davanti alle difficoltà, perché lo Spirito di Cristo vi unisce e vi infonde coraggio per annunciare il Vangelo. E’ l’incoraggiamento che Papa Francesco ha rivolto ai vescovi della Conferenza episcopale di Senegal, Capoverde, Mauritania e Guinea-Bissau, in occasione della loro visita “ad Limina Apostolorum”. Nel discorso consegnato, il Pontefice ha invitato i presuli a vivere la fede nel quotidiano, senza cedere alle tante tentazioni delle società contemporanee. Di qui, l’attenzione alla formazione dei sacerdoti, dei laici e alla pastorale familiare.

Un appello «affinché la Comunità Internazionale metta in atto ogni necessario sforzo per debellare questo virus, alleviando concretamente i disagi e le sofferenze di quanti sono così duramente provati». A rivolgerlo alla comunità internazionale è stato il Papa, al termine dell'udienza generale, prima dei saluti in lingua italiana che come di consueto concludono l'appuntamento del mercoledì con i fedeli in piazza San Pietro.