Africa

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Le tante sfide che devono affrontare le famiglie africane, sono state uno degli argomenti più trattati nei 68 interventi dei padri sinodali nelle congregazioni generali di martedì pomeriggio e mercoledì mattina. Poligamia, sètte, guerra, povertà, il doloroso dramma della migrazione, la pressione internazionale per il controllo delle nascite, sono problemi che minano la stabilità familiare, mettendola in crisi. A tali sfide, è stato detto, la Chiesa deve rispondere con un’evangelizzazione approfondita, capace di promuovere i valori della pace, della giustizia e dell’amore, sostenendo il ruolo della donna nella società, un’accurata educazione dei bambini e la tutela dei diritti per tutte le vittime di violenza.

«L'Africa è molto presente» al Sinodo straordinario sulla famiglia: non solo per la «massiccia presenza» dei presuli che giungono da quel Continente, ma anche per la quantità degli interventi dei padri che riguardano la realtà africana. Lo ha riferito padre Federico Lombardi, direttore della sala stampa vaticana, nel briefing di oggi, che ha riferito dei lavori della Quinta Congregazione generale e si è svolto alla presenza di due padri sinodali: monsignor Ignatius Kaigama, arcivescovo di Ios in Nigeria, e monsignor Victor Manuel Fernandez, rettore dell'Università Cattolica Argentina.

«Ospedali e capacità diagnostiche sono stati sopraffatti» dall’emergenza, secondo l’Oms. Diventano ancora più preziosi gli sforzi per garantire trattamenti immediati in grado di frenare il contagio. Fondamentale la sensibilizzazione delle comunità nelle quali è radicato il pregiudizio. La testimonianza di Giovanni Putoto, responsabile della programmazione di Medici con l’Africa Cuamm.

Medici senza frontiere “accoglie positivamente le misure eccezionali che l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) sta adottando per far fronte a questa grave epidemia di Ebola”.

Il video dell'appello lanciato domenica 10 agosto da Papa Francesco, al termine dell'Angelus: Cari fratelli e sorelle,
ci lasciano increduli e sgomenti le notizie giunte dall’Iraq: migliaia di persone, tra cui tanti cristiani, cacciati dalle loro case in maniera brutale; bambini morti di sete e di fame durante la fuga; donne sequestrate; persone massacrate; violenze di ogni tipo; distruzione ovunque; distruzione di case, di patrimoni religiosi, storici e culturali. Tutto questo offende gravemente Dio e offende gravemente l’umanità. Non si porta l’odio in nome di Dio! Non si fa la guerra in nome di Dio! Noi tutti pensando a questa situazione, a queste popolazioni, facciamo silenzio adesso e preghiamo.
(Alcuni secondi di silenzio)...