Africa

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Un'altra catastrofe si è abbattuta sui Paesi africani giù colpiti 40 giorni fa dal ciclone Idai e la rete Caritas amplia gli aiuti umanitari. Il 25 aprile, infatti, il tornado Kenneth, con venti di oltre 220 km/h, si è abbattuto sulle coste delle Isole Comoros e del Mozambico settentrionale nei distretti di Quissanga, Macomia e Cabo Delgado.

Nel messaggio pasquale e la benedizione «Urbi et Orbi» dalla loggia centrale della Basilica Vaticana, Papa Francesco ha passato in rassegna le situazioni di crisi nel mondo: dal Medio Oriente ai Paesi africani, dagli Stati del continente americano che vivono difficili situazioni politiche ed economiche al proliferare delle armi, senza dimenticare i poveri e gli emarginati.

Nella città di Beira, una delle più colpite in Mozambico a seguito del ciclone Idai, il posto medico avanzato di secondo livello installato in prossimità dell'ospedale locale, gravemente danneggiato dal ciclone, in tre giorni di operatività ha fornito assistenza a circa 160 pazienti, provenienti non solo dalle zone limitrofe, ma anche da distretti più distanti.

«Quasi un migrante su quattro in Africa è un bambino, più del doppio della media globale. Almeno 13,5 milioni di bambini sradicati in Africa necessitano di azioni nazionali rafforzate e di una cooperazione regionale e internazionale tra Stati per difendere i loro diritti, preservarli e aiutarli a realizzare il loro potenziale». Lo segnala in una nota l'Unicef, in occasione del vertice dell'Unione africana (Ua) di Addis Abeba.

«Questa Gmg corrisponde a una cosa relativamente nuova cui stiamo assistendo in Portogallo ed è lo slancio missionario della gioventù cattolica, soprattutto nelle Università. È una cosa nuova. Sembra che siano stati i giovani stessi a convincere il Papa a fare da noi una Gmg». Lo dice il card. Manuel José Macário do Nascimento Clemente, patriarca di Lisbona, commentando la notizia della sede della prossima Gmg che sarà proprio la capitale portoghese.

«I rapporti con l'Africa sono prioritari nella nostra politica estera» e in questi anni «il dialogo tra i nostri Paesi è aumentato di intensità e di spessore». Lo ha affermato questa mattina il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, intervenendo alla cerimonia di inaugurazione della Conferenza ministeriale Italia-Africa.

IlXIII Indice globale della fame 2018 (Ghi) presentato oggi a Milano dal Cesvi ctestimonia che ci sono ancora 51 paesi nel mondo  dove la situazione è molto «grave e allarmante». Globalmente circa 124 milioni di persone soffrono ancora di fame acuta, mentre 151 milioni di bambini sono affetti da arresto della crescita e 51 milioni da deperimento.