Africa

Ultimi contenuti per il percorso 'Africa'

Siete espressione di una Chiesa che non è una “super clinica per vip” ma piuttosto un “ospedale da campo”, una Chiesa dal cuore grande, vicina ai tanti feriti e umiliati della storia, a servizio dei più poveri. Così Papa Francesco ha salutato gli 8mila volontari, medici e aspiranti medici del Cuamm, “Medici con l’Africa”, la prima e più grande ong italiana per la tutela della salute delle popolazioni africane. Nata a Padova nel 1950, oggi il Cuamm è presente in sette paesi dell’Africa subsahariana, dal Sud Sudan alla Sierra Leone, dove il diritto alla salute è ancora un privilegio per pochi, ha ricordato il Papa, quelli che possono permettersela

La salute «non è un bene di consumo, ma un diritto universale per cui l’accesso ai servizi sanitari non può essere un privilegio». Lo ha detto oggi papa Francesco, ricevendo in udienza volontari, sostenitori, amici e cooperanti di «Medici con l’Africa – Cuamm» (Collegio universitario aspiranti medici missionari) di Padova, ringraziando «per quanto state facendo in favore del diritto umano fondamentale della salute per tutti».

Le reti jihadiste in Africa, che fanno capo ad Al Qaeda e Daesh, non vogliono solo provocare lo scontro tra civiltà islamica e occidentale ma anche la destabilizzazione e la caduta di Stati dal passato coloniale, insinuandosi in ogni area di crisi. La risposta? «Investire per il rilancio economico e sociale dei Paesi. La forza militare deve servire solo a creare le condizioni di un vero sviluppo sociale» afferma l'analista del Cesi, Marco Di Liddo.

Questo anno giubilare “può essere l’occasione propizia perché la fredda indifferenza di tanti cuori sia vinta dal calore della misericordia, che trasforma il timore in amore e ci rende artefici di pace”. E’ l’auspicio che Papa Francesco ha espresso agli ambasciatori di tutto il mondo , rappresentanti del 180 stati che hanno rapporti diplomatici con la Santa Sede, incontrati nella Sala Regia del Palazzo apostolico per i tradizionali auguri di inizio anno. Nel suo ampio discorso, il Papa ha ricordato innanzitutto che ogni esperienza religiosa autenticamente vissuta non può che promuovere dialogo e pace, come è stato fatto a Bangui, nella repubblica Centrafricana, scelta per aprire la prima Porta santa del Giubileo e per lanciare un messaggio di pace assieme alla comunità musulmana.

«Non si può mai uccidere in nome di Dio»: «Solo una forma ideologica e deviata di religione può pensare di rendere giustizia nel nome dell’Onnipotente, deliberatamente massacrando persone inermi, come è avvenuto nei sanguinari attentati terroristici dei mesi scorsi in Africa, Europa e Medio Oriente». È l’ammonimento del Papa, nel discorso (testo integrale) rivolto oggi al Corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede in cui ha affrontato soprattutto l'emergenza delle migrazioni.