Burkina Faso

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Papa Francesco ha ricevuto oggi in udienza il presidente del Burkina Faso, Roch Marc Christian Kaboré. Nel corso dei cordiali colloqui, riferisce una nota della Sala Stampa vaticana, sono state rilevate le buone relazioni esistenti tra la Santa Sede e il Burkina Faso, sottolineando, tra l’altro, l’importante contributo che la Chiesa offre nel campo educativo e sanitario. In questo quadro, è stato espresso l’auspicio che i rapporti bilaterali possano essere consolidati grazie anche agli strumenti giuridici previsti dal diritto internazionale.

«Il Mali, il Niger, la Nigeria, non sono lontani: in questo tempo siamo tutti presi di mira ed ora è stato colpito anche il Burkina Faso. Oggi facciamo memoria delle vittime e presentiamo le condoglianze alle loro famiglie, ma ringraziamo anche le forze di quei Paesi, soprattutto la Francia e gli Stati Uniti, che ci hanno aiutato a circoscrivere il problema. L’appello, per tutti, è alla vigilanza, perché l’estremismo si combatte anche così, vigilando tutti insieme». A dichiararlo al Sir è il presidente della Conferenza episcopale del Burkina Faso e del Niger, mons. Paul Ouedraogo, all’indomani degli attacchi nella capitale Ouagadougou. 

Sono 27 i morti, tra cui anche i quattro terroristi, e 33 i feriti causati dall'assalto di venerdì sera rivendicato Al Qaeda agli hotel «Splendid» e «Yibi» e al bar-ristorante «Le Cappuccino» a Ouagadaougou, capitale del Burkina Faso, paese nel quale si trovava un gruppo di cooperanti toscani del Movimento Shalom. Al momento dell'assalto una parte del gruppo era in aeroporto, pronti a rientrare. Ecco la loro testimonianza.

«La situazione ora sembra calma, almeno qui, ma non ci sono ancora informazioni precise su quel che sta succedendo: anche la gente non sa cosa fare, c’è chi resta in casa e chi invece prova ad uscire in strada». A parlare con il Sir, da Ouagadougou, è Alexis Nana, responsabile dell’ong dei gesuiti Magis. 

La guardia Presidenziale, il corpo scelto di militari bene addestrati composta da circa 1300 soldati fedelissimi del vecchio presidente Blaise Compaoré, ieri in tarda serata ha occupato il Palazzo presidenziale e preso in ostaggio il Presidente provvisorio Michel Kafando, il Primo Ministro ed altri membri del Consiglio dei Ministri. La preoccupazione del Movimento Shalom