Camerun

Ultimi contenuti per il percorso 'Camerun'

«Perseguitati più che mai. Focus sulla persecuzione anticristiana tra il 2017 e il 2019»: è il titolo della ricerca della Fondazione di diritto pontificio «Aiuto alla Chiesa che soffre» (Acs), presentata, giovedì 24 ottobre, a Roma, nella basilica di san Bartolomeo all'Isola, il santuario dei nuovi martiri del XX e XXI secolo. Dalla ricerca emerge che «sono quasi 300 milioni i cristiani che vivono in terre di persecuzione».

«Più di 35.000 rifugiati nigeriani hanno attraversato il confine con il Camerun nelle ultime settimane dopo l'acuirsi delle violenze nei dintorni della città di Rann, in Nigeria nord-orientale. Ora si trovano nel villaggio di Goura, nel profondo nord-ovest del Camerun, dove hanno bisogno urgente di cibo, acqua e ripari». Lo denuncia oggi Medici senza frontiere (Msf), che ha lanciato una risposta d'emergenza nell'area.

Tre clarettiani (Missionari Figli del Cuore Immacolato di Maria) sono stati rapiti nella regione anglofona nel sud-ovest del Camerun. Lo riferisce l'Agenzia Fides, aggiungendo che si tratta di padre Jude Thaddeus Langeh Basebang, di padre Placide Muntong e di uno studente della stessa congregazione religiosa.

Sono stati liberati i 79 studenti della Presbyterian Secondary School di Bamenda, capoluogo di una della due regioni anglofone del Camerun, quella del nord-ovest, rapiti il 5 novembre. Ne dà notizia l'Agenzia Fides spiegando che secondo quanto appreso «i ragazzi sono stati condotti dai loro rapitori, nella notte, vicino ad una chiesa presbiteriana nei pressi di Bamenda, e quindi liberati».

Don Alexandre Sob Nougi, 42 anni, parroco della parrocchia del Sacro Cuore a Bomaka, nella diocesi camerunese di Buea, è stato ucciso il 20 luglio per motivi non ancora chiariti. L'episodio è avvenuto sulla strada tra Buea e Muyuka, 25 km a nord est di Buea, che è la capitale della regione anglofona nella zona sud occidentale del Paese. Ne dà notizia oggi l'agenzia Fides.

«Noi, vescovi del Camerun, affermiamo che monsignor Jean Marie Benoît Bala non si è suicidato. E’ stato brutalmente assassinato»: lo hanno dichiarato ieri al termine di un incontro straordinario che si è svolto a Yaoundé i vescovi camerunesi, denunciando come «crimine odioso e insopportabile» la morte dell’arcivescovo di Bafia, 58 anni, il cui corpo è stato ritrovato nel fiume Sanaga il 2 giugno scorso, 48 ore dopo la sua scomparsa.

Secondo il rapporto di Unicef pubblicato oggi, «Silent Shame: Bringing out the voices of children caught in the Lake Chad crisis», il numero di bambini utilizzati in attacchi suicidi nel conflitto del lago Ciad – Nigeria, Ciad, Niger e Camerun – è aumentato a 27 nei primi tre mesi del 2017, rispetto ai 9 casi nello stesso periodo dell’anno scorso. Un incremento che rispecchia una pericolosa tattica dei ribelli.