Egitto

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Barricati in casa per non pagare il tributo imposto da un clan musulmano. Accade nel villaggio egiziano di al-Qusiya, a 50 km da Assiut, dove i membri delle famiglie copte Fahmy e Azmy sono stati costretti a barricarsi in casa dopo che una banda di taglieggiatori li aveva aggrediti per non aver pagato il «tributo» loro imposto dal clan musulmano di Ahmed Kamel Zaawila.

(dall'inviata Sir ad Anversa) - «Sia chiaro e lo ripeto che l'Islam è contro l'estremismo e il terrorismo in maniera assoluta». Ad esprimere una forte condanna a ogni forma di radicalismo islamico è Shawki Ibrahim Abdel Karim Allam, Gran Mufti della Repubblica araba di Egitto prendendo la parola ieri pomeriggio alla cerimonia d'inaugurazione dell'Incontro «Uomini e Religioni» per la pace che su iniziativa della Comunità di Sant'Egidio si è aperto ieri e si concluderà domani ad Anversa.

«Un messaggio all'Occidente per dire chiaramente che l'Egitto non è affatto sicuro e normalizzato»: così il portavoce dei vescovi egiziani, padre Rafiq Greiche, commenta al Sir l'attentato che ieri pomeriggio, sul versante egiziano del valico di Taba (Mar Rosso), al confine fra Egitto ed Israele, ha colpito un bus di turisti coreani, 5 dei quali hanno perso la vita e 29 sono rimasti feriti.

La Repubblica araba d'Egitto è «uno Stato sovrano unito e indivisibile, una Repubblica democratica fondata sulla cittadinanza e sullo stato di diritto». Così viene definita la nazione egiziana nella bozza di nuova Costituzione predisposta dai 50 membri dell'Assemblea costituzionale e destinata a essere sottoposta a referendum popolare entro gennaio 2014.

I Fratelli Musulmani egiziani hanno definito “orribile” l'attacco perpetrato ieri sera contro la chiesa copta ortodossa di Nostra Signora nel quartiere di Uarak al Hadra, nell'area metropolitana del Cairo, dove due uomini a volto coperto, sopraggiunti a bordo di una moto, hanno aggredito con raffiche di arma da fuoco i partecipanti a un matrimonio. Nel corso della notte, il numero delle vittime è salito a quattro morti (compreso un bambino di 9 anni) e 12 feriti.

Settantatre chiese e monasteri, oltre a 22 edifici utilizzati per i servizi delle chiese (tra cui orfanatrofi, scuole e librerie cristiane) sono stati parzialmente o totalmente bruciati o danneggiati. Più di 212 proprietà private di cristiani copti (case, negozi, hotel, ecc.) sono state attaccate, rase al suolo o date alle fiamme, e almeno 7 cristiani sono stati trucidati.

La ricerca di una “soluzione politica” per l’Egitto, la “revisione dei rapporti” tra Europa comunitaria e Il Cairo, la possibilità di un congelamento degli aiuti finanziari provenienti dall’Ue, l’attenzione al ripristino dello Stato di diritto e alle prioritarie necessità della popolazione, lo sguardo sul complesso quadro regionale. Sono i temi al centro del Consiglio straordinario dei ministri degli esteri dell’Unione europea, convocato per oggi a Bruxelles dall’Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza, Catherine Ashton.