Egitto

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Un prete copto è stato assassinato oggi nella città di el-Arish, capoluogo della provincia egiziana del Sinai Settentrionale: lo hanno riferito fonti delle forze di sicurezza locali, secondo cui il religioso è stato crivellato di proiettili. La vittima si chiamava padre Mina, aveva 39 anni ed era il segretario del vescovo copto di El Arish Kosman

«Abbiamo vissuto un momento storico»: non usa mezzi termini il cardinale Antonios Naguib, patriarca copto-cattolico emerito di Alessandria, per esprimere al Sir tutta la sua soddisfazione per «la grande mobilitazione popolare» che ha portato alla destituzione di Mohamed Morsi.

«Da ieri sera siamo in festa. Non abbiamo dormito. Il popolo egiziano si è ripreso pacificamente il suo Paese. E così ha mostrato al mondo che è un popolo civile, nonostante i grandi problemi che si trova a affrontare». Così il Patriarca di Alessandria dei copti cattolici Ibrahim Isaac Sidrak descrive all'agenzia Fides l'atmosfera che percepisce nel Paese dopo la deposizione del Presidente Morsi da parte dell'esercito e la fine traumatica del governo egemonizzato dai Fratelli Musulmani.

È caos in Egitto, dov'è in corso un colpo di Stato militare contro il presidente Mohamed Morsi. L'esercito è schierato nei pressi del palazzo presidenziale e nei pressi dei principali edifici del Cairo. Elicotteri militari sorvolano piazza Tahrir, teatro delle proteste contro il primo presidente eletto del paese e il partito dei Fratelli Musulmani.

«Siamo in attesa e con il fiato sospeso. Il tempo del dialogo è scaduto. Il popolo è sceso in piazza e non se ne andrà fino a quando il presidente non rassegnerà le sue dimissioni come stabilito nell'ultimatum dell'esercito». Con queste parole monsignor Adel Zaky, vicario apostolico di Alessandria d'Egitto, descrive al Sir l'atmosfera che si respira oggi in Egitto a poche ore dalla scadenza dell'ultimatum di 48 ore che l'esercito ha dato al presidente Morsi per risolvere la crisi.