Egitto

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Al termine della visita che Papa Francesco ha fatto a papa Tawadros II, nel Patriarcato Copto-Ortodosso del Cairo e prima della preghiera comune al muro dei martiri copti, è stata firmata una dichiarazione (testo integrale) che prende atto del cammino comune compiuto in questi anni, a partire dal documento firmato da Paolo VI e Shenouda III, nel 1973.

«Grande era l’attesa di ritrovarci». Sono queste le prime parole cariche di affetto che papa Francesco ha rivolto questo pomeriggio al Cairo a Sua Santità papa Tawadros II, patriarca della Chiesa copta-ortodossa, scambiando con lui «il bacio santo e l’abbraccio di pace» (testo integrale).

«La Vostra visita di oggi è un nuovo passo sulla via dell’amore e della fraternità tra i popoli. Voi siete uno dei simboli della pace in un mondo tormentato dai conflitti e dalle guerre. Un mondo che anela e desidera ardentemente sforzi sinceri per diffondere la pace e l’amore, e per contrastare la violenza e l’estremismo». Sono le parole di saluto che papa Tawadros II, patriarca della Chiesa copta ortodossa ha rivolto a papa Francesco accogliendolo nella sede del Patriarcato al Cairo.

«Il suo nome è Santo, Egli è Dio di pace, Dio salam. Perciò solo la pace è santa e nessuna violenza può essere perpetrata in nome di Dio, perché profanerebbe il suo Nome». Con queste parole, papa Francesco, pellegrino della pace in terra egiziana, si è rivolto ai partecipanti alla conferenza internazionale sulla pace promossa dall’università al-Azhar (testo integrale).

«La credibilità delle religioni oggi dipende dal loro atteggiamento verso la protezione della libertà e della dignità umana e dal loro contributo alla pace». Lo ha detto il patriarca ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo I intervenendo alla Conferenza internazionale «Religioni e pace» in corso all’università al Azhar del Cairo, dove questo pomeriggio interverranno anche il grande Iman Ahamd Al-Tayyeb e papa Francesco.